Vecchio, malandato e sorpassato: questa rivoluzione è la fine di Fidel

Il vero perdente è lui: il lider maximo Fidel. Il tramonto di un mito, la fine triste di uno dei protagonisti della storia del Novecento si annacqua così. Soprassato dalla Storia che un tempo ha cavalcato e dominato. Oggi Fidel Castro è vecchio e malandato. La sua immagine è sbiadita. Quando arriva la nota dell'amministrazione Usa, la sua fine diventa conclamata: Fidel Castro non è stato coinvolto nei negoziati per la normalizzazione dei rapporti fra Usa e Cuba. Il lider lasciato all'angolo. La Baia dei Porci, la resistenza, l'Urss, la guerra fredda, i missili, i 50 anni di tensione, lui e la sua Cuba al centro del mondo.

Era il Novecento. Un secolo fa. Il 7 febbraio 1962 si chiudeva definitivamente dialogo tra americani e cubani. Kennedy che decretava l'embargo totale al regime di Fidel; «e l bloqueo » lo chiamavano. Orgoglio e fierezza per il lider maximo e con lui tutti quelli che guardavano Cuba e vedevano solo sogno e mito nella lotta dei deboli sui forti.

Oggi è un altro tempo. Altri protagonisti nel gioco del Mondo. Uscito Fidel è entrato Raul, il fratello che per una vita è stato il secondo; sempre un passo indietro che per settant'anni ha atteso pazientemente il suo turno. Ieri quando Obama ha pronunciato la frase destinata a diventare celebre: « Todos somos americanos » era con lui che parlava. La gloriosa rivoluzione che ha trasformato un'isola dei Caraibi da dependance dello Zio Sam a baluardo contro l'aggressione yankee è un ricordo lontano. E Fidel non c'è più.