Il venditore di snack da studente a facchino

Si è trasformata in una farsa (anche abbastanza stucchevole) la vicendadello studente diciassettenne dell'istituto tecnico Pininfarina di Moncalieri (Torino), che aveva aperto da mesi un mercato parallelo e abusivo di snack e merendine vendute a scuola. Inizierà oggi un percorso alternativo alla sospensione decisa dal Consiglio di classe e dal preside. Già, perché se a Roma una fondazione gli aveva riconosciuto un discutibile premio per «la spiccata attitudine all'imprenditoria applicata», a scuola hanno inteso diversamente quanto accaduto: ora il ragazzo dovrà scaricare cassette al mercato. Ma il padre del giovane ha gi detto di «no».

Commenti

elgar

Ven, 20/01/2017 - 09:45

Non può essere la scuola a comminare una punizione del genere. Perchè nessuna prestazione personale può essere imposta se non in base alla legge. Questo è abuso di potere e così facendo rischiano di essere denunciati lorsignori. Fossi il padre lo avrei già fatto.