Il Veneto e la voglia di autonomia calpestata nonostante il referendum

Brazzale, Favaro, Lottieri e Lovat analizzano speranze e disillusioni che aspettano di essere finalmente tradotte in fatti

Pubblichiamo l'introduzione al libro Autonomia tradita, da domani in edicola con il Giornale a 3,50 euro più il prezzo del quotidiano, scritto da Roberto Brazzale, Andrea Favaro, Carlo Lottieri e Davide Lovat. Partendo dal caso del Veneto, il volume è un'analisi delle istanze delle regioni del Nord tradite dall'attuale governo, che si sta rimangiando la promessa di maggiore autonomia per colpa dei veti dei Cinque stelle

Questo libretto a più voci nasce da una speranza e da una disillusione. La speranza è che l'Italia, costruita nell'età dei nazionalismi e secondo logiche giacobine, possa iniziare a dare risposte effettive alle aspirazioni di quelle aree che rivendicano il diritto ad autogovernarsi.

La disillusione è connessa alla constatazione che il refe rendum veneto dell'ottobre del 2017 non ha ancora trovato alcuna concreta traduzione nei fatti e, soprattutto, niente fa ritenere che i risultati saranno all'altezza delle aspettative.

Nelle prossime settimane si dovrebbe arrivare all'accordo Stato-Regioni, poi il governo dovrà predisporre un disegno di legge e, infine, la riforma giungerà nelle aule parlamentari. I tempi sembrano allungarsi sempre più e i contenuti autonomistici sembrano indebolirsi con lo scorrere del tempo. È invece convinzione degli autori che sia urgente e prioritario localizzare le decisioni politiche e amministrative, ponendo rimedio al più presto all'ingiustizia dei trasferimenti territoriali.

L'Italia unificata nell'Ottocento e poi dominata da logiche assistenziali ha danneggiato tutti e, in particolare, le regioni meridionali, dove regole del tutto inadeguate (alta tassazione, contratti nazionali, stipendi pubblici esageratamente attrattivi) impediscono un vero sviluppo dell'economia produttiva e spingono le migliori energie ad andarsene. Che l'Italia sia ormai matrigna al Nord come al Sud è un dato di fatto, anche se non tutti se ne avvedono.

Il presente volumetto riguarda il Veneto, che più di altre comunità s'è impegnato a favore di una valorizzazione delle periferie regionali oggi marginalizzate, ma in verità riflette soprattutto sull'assetto unitario che l'Italia ha ereditato dalle guerre risorgimentali. Se si è scelto di focalizzare l'attenzione sul Veneto è solo perché qui più che altrove si è avuto - nel corso degli ultimi anni - un dibattito molto vivace, che ha visto un'ampia partecipazione della cit tadinanza e ha portato a un referendum dai risultati davvero sorprendenti.

Dopo quel voto, però, non è successo nulla. La speranza è che qualcosa inizi a muoversi e che un ordine più rispettoso delle varie culture, più plurale, più concorrenziale e più equo prenda il posto di questa struttura istituzionale centralizzata, ormai più fonte di difficoltà che di soluzioni.

Roberto Brazzale, Andrea Favaro, Carlo Lottieri, Davide Lovat