Venezuela, il Papa chiede lo stop a Maduro Scarcerato l'ex sindaco di Caracas Ledezma

Francesco: no alla Costituente. Ma i lavori sono iniziati ieri. La piazza protesta

Non solo per dire basta, ma per suggerire la scelta da fare, per il bene di tutti.. La Chiesa che parla del Venezuela si schiera e interviene in modo preciso. Nel giorno dell'insediamento della contestata Assemblea Costituente in Venezuela, il Vaticano chiede «al Governo, che venga assicurato il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonchè della vigente Costituzione» e che «si evitino o si sospendano le iniziative in corso come la nuova Costituente».

Anche la Chiesa dice basta. Chiede stop al governo di Caracas. Troppe violenze, troppe morti. Troppa sofferenza per una popolazione allo stremo delle forze. A meno di una settimana dal voto di domenica scorsa e mentre il paese sudamericano è in piena tempesta politica con le opposizioni pronte a marciare ancora contro l'esecutivo, la Santa Sede si schiera apertamente e auspica che «si creino le condizioni per una soluzione negoziata». La Santa Sede infine, «rivolge un accorato appello all'intera società affinchè venga scongiurata ogni forma di violenza, invitando, in particolare, le Forze di sicurezza ad astenersi dall'uso eccessivo e sproporzionato della forza» ed «esprime nuovamente la sua profonda preoccupazione per la radicalizzazione e l'aggravamento della crisi nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, con l'aumento dei morti, dei feriti e dei detenuti». La nota aggiunge che Papa Francesco, «direttamente e tramite la Segreteria di Stato, segue da vicino tale situazione e i suoi risvolti umanitari, sociali, politici, economici ed anche spirituali e assicura la sua costante preghiera per il Paese e tutti i venezuelani, mentre invita i fedeli di tutto il mondo a pregare intensamente per questa intenzione». Lo stop della Santa Sede arriva all'indomani della decisione della procuratrice generale del Venezuela, Luisa Ortega Diaz, che ha aperto una inchiesta per presunti brogli durante il voto per l'elezione della Costituente e ha chiesto che l'insediamento dell'Assemblea venga bloccato. Ma malgrado gli appelli che ormai da giorni arrivano da governi, leader politici e istituzioni, il governo va avanti e i 545 rappresentanti della Costituente, organismo con potere quasi illimitato, hanno esordito nel «salone ellittico» del Parlamento, a pochi metri dall'emiciclo nel quale siedono i deputati, in maggioranza oppositori di Maduro, e inizieranno a redigere la nuova Carta. La tensione nel paese è altissima e a giudicare dai segnali della vigilia non è escluso che le strade della capitale siano di nuovo segnate da violenze e scontri tra le due fazioni: oppositori e filogovernativi si sono già dati appuntamento simbolico all'esterno del Parlamento. Maduro chiede di non «cadere nelle provocazioni» e aggiunge che l'inizio dei lavori della Costituente favorirà «la riconciliazione e la pace», invitando le forze dell'ordine ad astenersi dall'uso «sproporzionato e eccessivo» della forza. Come segno di distensione le autorità venezuelane hanno rilasciato il sindaco di Caracas, Antonio Ledezma, uno dei principali oppositori al governo di Maduro, concedendogli il ritorno agli arresti domiciliari. La notizia è stata data dalla moglie di Ledezma, Mitzy Capriles, su Twitter. «Informo il Paese che da qualche minuto, a sorpresa, Antonio è stato riportato dal Sebin (il servizio segreto venezuelano) nella nostra residenza. Torna agli arresti domiciliari». Resta invece in carcere l'altro leader dell'opposizione, Leopoldo Lopez, leader del movimento Voluntad Popular, che si trovava nella sua casa di Caracas agli arresti domiciliari e che nella notte del 1 agosto è stato prelevato dalle forze di sicurezza e arrestato.