Ventimila pieghe su due ruote Esplode la passione moto-tour

Al via l'ottava edizione della Gran Fondo più famosa del Belpaese: 1.100 km di curve per le strade meno battute

Massimo Malpica

Roma Due ruote, tante curve, abbondante passione e i paesaggi e i borghi del Bel Paese a fare da sfondo. Sono gli ingredienti essenziali di 20.000 Pieghe, la Gran Fondo motociclistica organizzata dal moto club capitolino Motolampeggio e che quest'anno, giunta all'ottava edizione, porterà centinaia di motociclisti lungo le strade meno battute - ma asfaltate - del Centro Italia.

Si parte da Pescasseroli, in Abruzzo (oggi il rendez-vous per gli iscritti, domani la partenza della prima tappa) per arrivare sabato a Sansepolcro, in Toscana, dove domenica prossima sono in programma le premiazioni e l'arrivederci al prossimo anno.

Ma il sinuoso percorso si concede qualche piega anche in territorio laziale prima delle due tappe intermedie nella quarta regione attraversata, la verde Umbria, a Norcia e a Perugia. Saranno complessivamente più di 1.100 i chilometri da percorrere per tutti, sia per chi si cimenterà nella Gran Fondo Regolarità che per quanti preferiranno la Gran Fondo Turismo, tra le suggestioni del paesaggio tutto intorno e quelle, artistiche, degli arrivi di tappa, tutti nei centri storici delle città, teatro giorno dopo giorno di una pacifica invasione a due ruote, una passerella in luoghi da cartolina in sella alla propria motocicletta.

Un'avventura di cinque giorni, insomma, tre dei quali sulle strade, alla scoperta delle meraviglie nascoste dietro ogni curva, un modo per esplorare in compagnia della propria moto e di altri con la stessa passione in sella a moto di ogni genere (stradali, d'epoca, enduro, persino scooter) percorsi originali, viaggiando con il vento in faccia in una festa di curve che si inseguono tra gli odori e i sapori d'Italia. Ma quella offerta da 20.000 pieghe è anche una sfida vera, quasi una caccia al tesoro, perché i partecipanti la strada devono «scoprirla» da soli, seguendo i punti del tracciato da tappa a tappa che lo staff comunicherà sera per sera, come i sassolini di Pollicino (lasciate stare le molliche di pane), per trovare sulla carta la via giusta che poi, sull'asfalto, condurrà le moto fino all'arrivo a Sansepolcro. Come in ogni sfida che si rispetti, ci sono premi e riconoscimenti e partner importanti (come il Giornale, tra gli altri), e come in ogni avventura non mancheranno certo le incognite (il meteo, per esempio, con la speranza che però gli ultimi giorni di primavera siano clementi con i centauri) e le difficoltà, per arricchire di ricordi un'esperienza da raccontare, sia per i veterani della moto che per i neofiti.

Un viaggio di esplorazione, d'altra parte, ha bisogno di suggestioni non solo visive, e se l'occhio vuole la sua parte c'è la gola che reclama attenzioni, e le ottiene, tra «spuntini gastronomici» per alleviare le fatiche in sella e attovagliamenti serali, nelle città di tappa. Alla fine, resterà l'ennesima conferma della passione di tanti per il mototurismo, più lontano dal popolare binomio due ruote/velocità, ma incredibilmente ricco di suggestioni e fascino, proprio per la bassa rilevanza del fattore tempo. Basta una moto, passione, curiosità e un paesaggio da accompagnare curva dopo curva, scegliendo il proprio personalissimo ritmo per godere della strada, di ogni chilometro coperto con il rombo del motore a fare da colonna sonora. Perché in fondo, come nella vita, più della meta quel che conta è il viaggio.