Verdini show: "Con Alfano? Sì ma c'è tempo"

E difende Berlusconi: "Un obbrobrio la sua uscita dalla politica"

Roma Nel fantastico mondo di Denis Verdini il tempismo è tutto. Reduce dagli sconquassi che sta provocando al nemico storico, il Pd oggi renziano, il nuovo azionista del governo ha le idee tre volte più chiare che mai. E le snocciola in una mirabolante girandola vespista a Porta a Porta.

Mago del dire senza dire, Verdini commenta l'avvenuto sbarco in maggioranza come un'operazione di «convincimento, non atto di generosità». Abbiamo votato, spiega, «una fiducia ponderata su una legge importante, una legge di civiltà». Altre fiducie seguiranno. «Da qui alla fine della legislatura non ci tireremo certo indietro. Non avendo fatto trattative, siamo liberi. Non abbiamo chiesto ministri e sottosegretari», insiste, negando anche l'indiscrezione sul prossimo «acquisto», da parte del suo gruppo Ala, del sottosegretario Gentile. «Gli sono amico da tanti anni, ma l'indiscrezione non è vera».Verdini ironizza sulle preoccupazioni della minoranza pidina con minacce di scissione: «Dai partiti si va, si entra e si esce... Io sono diventato il punto di riferimento delle loro crisi, il Pd ha celebrato un congresso, Renzi lo ha vinto, fa delle cose e le fa decidendo prima nella direzione del Pd. Si risolvano il problema da soli».

Il suo futuro allora sarà nel centrosinistra, considerato il rapporto del tutto «speciale» che lo lega a Renzi? «Io e lui siamo legati dalla fiorentinità. Siamo franchi, diretti, un po' alla Monicelli. Siamo spregiosi, come si dice dalle nostre parti... Renzi ha una forza e una vitalità che mi ricorda qualcuno, anche io sono innamorato della politica, non è un chiacchierone, è risoluto, fa ciò che dice, vedo realizzare tante cose che erano questioni del centrodestra». Un peana. Ma la massoneria, dunque, proprio non c'entra. «Se io lo fossi lo direi, ma non è vero. Hanno detto anche che mio padre faceva il macellaio... Ma non è vero nemmeno questo. Visto che insistono chiederò di essere iscritto all'ordine dei beccai».

Si ritorna al futuro, allora. «A sinistra c'è un premier e un segretario del Pd non amato dalla ditta, e questo è un loro problema. Poi c'è un centrodestra messo insieme da Berlusconi, che ha rotto gli equilibri. Il mio percorso si vedrà nel tempo». Inevitabile per Verdini l'unità delle forze centriste, anche se «non bisogna precipitare i tempi». Preoccupatissimo per i cinque processi che «mi hanno piombato le ali», non rinnega nulla di Berlusconi (un «obbrobrio la sua uscita dalla politica») e anticipa che non voterà una legge sul conflitto d'interessi «lesiva della democrazia». Tra lui e il Cav «nessun accordo», giura. «Soltanto un grandissimo rispetto. Il resto è pettegolezzo».RooS

Commenti

i-taglianibravagente

Mar, 01/03/2016 - 11:24

italia.