Vietato smascherare le bufale sulla povertà e sul lavoro nero

Nei soffitti alti del ruminare televisivo intelligente si fa finta che esista davvero una cosa che si chiama «popolo». E che al suo interno contenga cinque milioni di poveri censiti pensate un po' attraverso le dichiarazioni dei redditi. È ovviamente un falso. Non ci sono. Ci sono alcuni poveri, per lo più stranieri, ma il resto, specie al Sud, è soltanto evasione fiscale, doppio lavoro ed economia sommersa. Una parte di quell'economia è puro reddito di criminalità, altro che di cittadinanza. Lo accennava coraggiosamente ieri il giornalista Federico Geremicca sulla Sette, senza trovare sponda in studio perché è obbligatorio, santo e politicamente corretto avallare in coro la stessa falsità che va in onda da oltre dieci anni. Quella secondo cui una cupola di ricchi (ricchi per malvagità) deruba il grande popolo dei poveri buoni ma infelici, che nessuno ha mai avuto il fegato di andare a contare perché la fake news dei milioni di poveri è coperta da brevetto. Questa è la finzione che alimenta un governo di autocertificati castigamatti alla perenne ricerca di strumenti con cui confiscare ricchezza a chi l'ha prodotta per assegnarla a chi cerca elemosine svendendo dignità. Tutto lì il trucco. E quel trucco è sempre efficace grazie alla macchina propagandistica che campa sui fasti del pauperismo e del rancore sociale. Quello è il vero made in Italy. E il suo prodotto - effettivamente lordo - soddisfa sia i milioni di poveri mai visti che gli analfabeti di lotta e di governo.

Commenti

FrancoM

Sab, 22/12/2018 - 09:33

Paolo Guzzanti ha ragione! Quando si va al Sud non si vedono i poveri ma gente benestante con belle macchine. Più e meglio che quanto si vede al Nord. E' pur vero che i poveri non sono troppo evidenti ma 5 milioni sono un po' troppi da non vedere. La sola soluzione è l'autonomia regionale. Ognuno dia da mangiare ai suoi poveri e non si pretenda di trasferire ricchezze da regioni ricche ad altre altrettanto ricche (che sembrano povere per furbizia dei propri abitanti).

il veniero

Sab, 22/12/2018 - 10:48

anche il dramma delle quote latte derivò da banche dati sballate alla grande causa burocrati-inutili e parassiti . E i relativi fallimenti , suicidi , drammi ecc

precisino54

Sab, 22/12/2018 - 11:15

2 di 2. Purtroppo è vero, tanti approfittano della crisi per il loro lucroso vantaggio, togliendo a quanti hanno diritto, e poi li vedi andarsene in giro mostrando tatoo da migliaia di euro e smartphone dell'ultima generazione, ma anche auto e moto da "ricconi"; così è la vita, purtroppo la giustizia sociale è una pura utopia. So bene che i numeri sono "drogati" da aberrazioni e dallo scarso controllo: il padre di un collega universitario di mio figlio, pur ufficiale giudiziario, non pagava l'assicurazione auto e la moglie lavorava in nero, avendo una baby pensione; ma anche un mio parente, insegnante in pensione, a fare lezioni private rigorosamente in nero. Bisogna fare attenzione a buttare l'acqua sporca, si rischia sempre di buttare pure il bucato!!

ohibò44

Sab, 22/12/2018 - 12:57

« soffitti alti del ruminare televisivo intelligente » splendida definizione, totalmente esaustiva nel descrivere l’epoccuzza attuale. Grazie

precisino54

Sab, 22/12/2018 - 19:35

1 di 2. Caro Guzzanti, hai preso un abbaglio! Non so se i "poveri" siano 5 mln, da noi c'è tanta gente che sta proprio male. Il commercio è penalizzato dall'apertura di centri commerciali, spesso solo RICICLAGGIO; nel centro di Catania i negozi chiusi sono una percentuale non trascurabile, e i posti di lavoro sfumano. Il nero condiziona, non di rado è fatto di doppi lavori, tanti non ne hanno manco uno decente, tirano a campare a costo di continue rinunce; li vedi aggirarsi nei mercati rionali, in chiusura, in cerca di scarti utilizzabili, e rovistare nei cassonetti. In una cosa hai ragione: tanti chiedono ma non meritano nei fatti ma per documenti discutibili; la dignità di tanta gente non sta neanche a chiedere. Nei supermercati li vedi fare i conti di quanto hanno messo nel carrello, dove non di rado vedi molto poco, solo la disperazione del dover tirare avanti. Interi settori in totale crisi conseguenza della dissennata tassazione di tutto quanto è edilizia. cont

precisino54

Sab, 22/12/2018 - 19:37

2° invio1 di 2. Caro Guzzanti, hai preso un abbaglio! Non so se i "poveri" siano 5 mln, da noi c'è tanta gente che sta proprio male. Il commercio è penalizzato dall'apertura di centri commerciali, spesso solo RICICLAGGIO; nel centro di Catania i negozi chiusi sono una percentuale non trascurabile, e i posti di lavoro sfumano. Il nero condiziona, non di rado è fatto di doppi lavori, tanti non ne hanno manco uno decente, tirano a campare a costo di continue rinunce; li vedi aggirarsi nei mercati rionali, in chiusura, in cerca di scarti utilizzabili, e rovistare nei cassonetti. In una cosa hai ragione: tanti chiedono ma non meritano nei fatti ma per documenti discutibili; la dignità di tanta gente non sta neanche a chiedere. Nei supermercati li vedi fare i conti di quanto hanno messo nel carrello, dove non di rado vedi molto poco, solo la disperazione del dover tirare avanti. Interi settori in totale crisi conseguenza della dissennata tassazione di tutto quanto è edilizia.