Vince ancora l'astensione, alleanza classica Lega-Forza Italia

I grillini pagano caro il "contratto" con Salvini, il Carroccio con il vento in poppa, risale il Pd; tra 15 giorni, il 24 giugno, la nuova sfida

Affluenza ancora in calo. Erano 700mila i lombardi chiamati al voto nei 102 Comuni che devono eleggere sindaci e consigli municipali e ad andare alle urne sono stati il 55 per cento degli elettori, contro il 62 per cento della precedente tornata.

A Sondrio è stata raggiunta quota 58 per cento, mentre Brescia si è fermata al 57,4.

Buono il risultato del centrodestra che secondo lo schema più classico, si è presentato ancora unito. Niente geometrie (politiche) variabili come succede invece a Roma dove è stato appena battezzato un traballante governo «grilloverde» col matrimonio fra Lega e 5 Stelle. Troppo poco questi primi e molto parziali risultati per dare un giudizio su governo e ministri che in molti casi non hanno nemmeno arredato i nuovi uffici, ma certo la dimostrazione che quel voto amministrativo che premia la vicinanza e quindi la conoscenza diretta dei candidati, non si fida ancora delle alleanze contro natura. Brescia resta al centrosinistra, il centrodestra si rifà a Sondrio, a Cerro Maggiore Nuccia Berra del centrodestra vince contro il sindaco uscente del Pd Antonio Lazzati. A Opera il sindaco della Lega Antonio Fusco lascia il posto a un altro leghista, il suo vice Antonio Nucera.

Qualcosa di più si saprà con i ballottaggi del 24 giugno, anche se sembra ormai chiaro che il Movimento 5 Stelle paga (e piuttosto cara) l'alleanza di governo con la Lega, mentre è proprio il Carroccio a viaggiare col vento in poppa trascinando la compagine unita del centrodestra dove fatica Forza Italia. Qualche voto grillino torna al Pd, mentre è Brescia a registrare un record negativo di affluenza.