Virginia Raggi: "Dimissioni? Se condannata, rispetterò le regole"

Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, attende l'esito del processo su Marra e annuncia: "Se ci sarà una sentenza di colpevolezza rassegnerò le dimissioni? Ci sono delle regole, le rispetteremo"

"Sono molto tranquilla, so quello che ho fatto. Se ci sarà una sentenza di colpevolezza rassegnerò le dimissioni? Ci sono delle regole, le rispetteremo". Così il sindaco di Roma, Virginia Raggi, intervistata nel corso della trasmissione Agorà Estate, ha affrontato il tema del processo che la vede indagata per falso in merito alla nomina di Renato Marra a capo del dipartimento Turismo del Comune di Roma.

Per quanto riguarda, invece, il rapporto tra il Campidoglio e il governo Conte, dice: "La Capitale deve avere un ruolo diverso. Roma non è più 'ladrona' e lo ha capito anche la Lega, abbiamo addirittura abbassato il debito". E poi aggiunge: "Roma per essere competitiva al livello delle altre capitali europee e mondiali deve avere un rapporto diretto con il Governo e non passare per la Regione, anche per quanto riguarda il trasferimento di fondi". In merito al congelamento dei fondi per le periferie, congelati da un emendamento al Milleproroghe, Raggi rassicura: i 18 miliardi previsti per la Capitale arriveranno. Questi soldi saranno usati "per tre progetti importanti sulle periferie, tra l'altro vinti quando c'era ancora il Governo Renzi perché i nostri evidentemente sono progetti credibili". Infine il Camping River: "A Salvini abbiamo illustrato la nostra 'terza via' per il superamento dei campi, - dice la Raggi - a lui è piaciuta. Il vecchio Piano rom di Roma è consistito in 25 milioni di euro di sprechi all'anno per 10 anni, senza alcun aumento della scolarizzazione e senza che nessuno sia andato a lavorare. Non c'è stato nessun effetto dalla politica buonista, e non serve neanche lo smantellamento tout court: noi puntiamo all'inclusione".

Commenti

seccatissimo

Sab, 11/08/2018 - 01:39

Per quanto riguarda il problema della integrazione del popolo degli zingari nella società italiana perché ne rispettino le leggi e perché si dedichino, per vivere, ad un lavoro onesto, non esiste soluzione ! L'unica soluzione ma è difficilmente realizzabile e pure antipatica per evitare almeno alla popolazione, chiamiamola "normale e civile", le loro molestie ed i danni che procurano in continuazione è la cacciata dall'Italia come persone sgradite !