Vitalizi, De Luca contro Di Maio: "Indecente"

Il governatore della Campania a valanga sul vicepresidente della Camera: "Guadagna 13mila euro al mese senza avere né arte né parte, se non facesse il parlamentare come camperebbe?"

Ennesimo capitolo dell’eterna sfida tra Vincenzo De Luca e Luigi Di Maio. Questa volta il governatore della Campania afferma a chiare lettere che dal vicepresidente della Camera grillino non accetterà alcun tipo di lezione, men che mai sulla questione dei vitalizi.

Nel consueto appuntamento televisivo del venerdì a Lira Tv, De Luca ci va giù durissimo, di sciabola: “In Italia discutiamo di vitalizi, vaccini e altre palle. Cose serie ma che nei Paesi normali si risolve in due minuti. Cose da pazzi. Noi abbiamo oggi una debolezza istituzionale drammatica, nessuno sa che diavolo succederà in Italia fra otto mesi. Non ci sono parole per descrivere l’irresponsabilità e la rissosità permanente del nostro Paese”.

Quindi spiega: “Ormai sono segnato dalle ingiurie del tempo, mi consuma tutte le riserve di pazienza e tolleranza. Sono disgustato per il livello di demagogia e cialtroneria: i vitalizi in Italia non ci sono più. Era il riconoscimento che si dava ai parlamentari, a prescindere da tutto, età e contributi. Quella cosa lì è stata superata da una sorta di pensione integrativa. E non la cancella. Ma si può vivere in un Paese in cui queste buffonate continuano a non scandalizzare? Tutto per far finta di essere moralmente superiori”.

De Luca sgancia l'ennesimo siluro contro i Cinque Stelle: “Il finto moralismo serve a incentivare il ladrocinio, non a limitarlo. Ciò che mi ha colpito in questa vicenda – dice De Luca – è che mi è capitato di ascoltare la dichiarazione, che gli hanno scritto, fatta da Luigino Di Maio. Cercavo di non perdere più tempo con lui. Ieri è entrato di prepotenza in casa mia, disturbandomi la cena. Ho sentito uno spezzone. Parlava come fosse un premio Nobel, dall’alto dei 13mila euro netti che prende al mese. In quale Paese decente del mondo uno che prende tanto al mese, senza avere nè arte né parte, può permettersi di parlare così? Gli chiedo: se domattina non puoi più permetterti di fare il parlamentare, come camperesti? E questo soggetto si candida a fare il presidente del consiglio e ha avuto l’ardire di dire in aula, a quelli del Pd, ‘via abbiamo sconfitti’, ‘vi abbiamo dato scacco matto’. Gli dobbiamo ricordare che dopo aver dato scacco matto a geografia, storia, grammatica e sintassi, ieri ha dato scacco matto alla decenza. Stia zitto”.

Commenti

Aegnor

Sab, 29/07/2017 - 20:03

Mica tutti sanno fare le fritture