Vittima di molestie si vendica dopo anni e accoltella il pedofilo

Il ragazzo si è subito costituito. L'uomo, medico, è a processo con l'accusa di abusi

Si è presentato dai carabinieri con i pantaloni ancora sporchi di sangue e ha detto «Sono stato io». Così ha accoltellato il suo aguzzino a ventitré anni, dopo che da piccolo aveva subito abusi sessuali. Ferite indelebili queste, che restano quando si finisce vittime di pedofilia. Ferite che rimangono impresse, che covano dentro una rabbia e un dolore troppo grandi.

L'autore è un ragazzo lettone, classe 1994, che nella notte tra domenica e lunedì ha accoltellato il suo presunto violentatore. Il fatto è accaduto a San Vito al Tagliamento, un comune in provincia di Pordenone. Il ragazzo poco dopo la mezzanotte si è presentato a casa del suo presunto aguzzino e con un coltello ha sferzato il colpo alla schiena al suo molestatore. Un colpo che ha fatto finire l'uomo in condizioni gravissime in ospedale. L'uomo accoltellato è un quarantottenne, medico, nonché ex allenatore di una squadra di calcio giovanile. Trasportato d'urgenza in ospedale è stato ricoverato in prognosi riservata in terapia intensiva, all'ospedale di San Vito al Tagliamento, dove è stato sottoposto a due delicati interventi chirurgici. Il ragazzo si è costituito un'ora dopo l'accoltellamento, presentandosi in caserma. Ai militari dell'Arma avrebbe confessato di aver accoltellato l'uomo che lo avrebbe molestato quando era piccolo. Il ventitreenne è stato fermato. Alcuni indumenti che indossava al momento dell'accoltellamento sono stati poi trovati gettati in un fosso, ma l'arma del delitto non è ancora stata trovata. Il presunto violentatore alcuni anni fa aveva fornito ospitalità al ragazzo, poi la madre del giovane lo aveva accusato di episodi di molestie sessuali verso il figlio. Accuse che il medico aveva sempre respinto, anche quando la scorsa primavera era finito agli arresti domiciliari.

Il processo nei confronti del medico dove il ragazzo è parte offesa, è in corso e pende davanti al tribunale di Pordenone in composizione collegiale. Durante il periodo di permanenza ai domiciliari, l'uomo era stato sospeso in via cautelare dalla direzione dell'azienda per l'assistenza sanitaria a Pordenone. Un provvedimento di sospensione che però il giudice aveva reso inefficace, la cui decisione consentì al medico di svolgere la propria attività professionale anche dai domiciliari.

Alcune settimane dopo il giudice aveva revocato le restrizioni della libertà personale in attesa del processo. Nei computer del presunto molestatore, erano state trovate immagini pedopornografiche di cui l'uomo aveva sempre negato che appartenessero a lui. Le indagini erano state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia. Ora per il ragazzo è stata chiesta la convalida del fermo.

E oggi il ventitreenne lettone comparirà davanti al giudice delle indagini preliminari per l'interrogatorio.

Commenti

killkoms

Mer, 15/11/2017 - 09:54

è una storia molto dubbia!