Vittoria di AirBnB, il colosso degli affitti brevi

Nessun limite alle locazioni temporanee che hanno regalato il successo alla start-up

Una vittoria netta. Gli elettori di San Francisco hanno bocciato il referendum anti-Airbnb con il quale si voleva limitare la possibilità di affitti temporanei nella città che è una delle principali mete turistiche in California. Secondo la commissione elettorale, il 55% degli elettori ha bocciato la misura mentre il 45% l'ha approvata. Contro la Proposition F il sito, nato proprio a San Francisco nel 2008 per l'affitto di case e appartamenti direttamente dai privati e ormai diffuso in tutto il mondo, ha speso circa 8 milioni di dollari. Enormemente di più degli 800mila dollari raccolti dai sostenitori della misura - albergatori ma anche associazioni di inquilini che lamentano che il mercato degli affitti ormai è drogato dagli affitti temporanei- che prevedeva che venissero accorciati da 90 a 75 i giorni all'anno in cui sono possibili gli affitti a breve termine. Inoltre i proprietari degli appartamenti pubblicizzati sul sito avrebbero poi dovuto, se la misura fosse passata, presentare alla città dei resoconti precisi di quanti giorni all'anno affittano e quanti invece effettivamente vivono nella propria casa.

Secondo i sostenitori dell'iniziativa, startup come Airbnb stanno provocando l'aumento degli affitti. Per Zillow, sito specializzato nel settore, l'affitto medio a San Francisco, a settembre, era di 4.390 dollari al mese, mentre cinque anni fa era inferiore a 3.000 dollari e la media nazionale è di 1.386 dollari.

La legge resta quindi invariata sugli affitti: nel caso di assenza della persona residente, il massimo è di 90 notti all'anno, ma in caso di sua presenza non ci sono limiti.

Si tratta di un'importante vittoria per Airbnb, ormai presente in circa 34.000 località, con 40 milioni di utenti in tutto il mondo, e per questo valutata 25,5 miliardi di dollari.