Volevano colpire ancora Parigi Presi quattro sospetti terroristi

Fermati tre uomini e una donna: uno di loro arrestato nel 2014 mentre partiva per la Siria

A ncora Parigi e ancora Saint-Denis. La banlieue della capitale francese dove furono individuati i primi responsabili della strage del 13 novembre, ieri è stata teatro di nuovi preoccupanti arresti. Tre uomini e una donna fermati all'alba, sospettati di voler compiere un attacco «imminente». Il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, invita alla calma e alla prudenza: «Si parla di attentato imminente, nel centro di Parigi, io vi dico che arresti di questo tipo li facciamo tutti i giorni». Cita le 74 persone fermate da inizio anno perché sospettate di programmare azioni terroristiche. Ma conferma che uno degli uomini arrestati «potrebbe» essere in collegamento con l'Isis. Lo stesso presidente François Hollande è intervenuto in serata spiegando che il livello della minaccia terroristica in Francia «resta tuttora elevatissimo».I quattro sono in stato di fermo presso la direzione generale per la sicurezza interna. Due fratelli francesi di origine turca, Aytac e Ercan. Il terzo, Youssef, è un altro musulmano francese, il più radicale e già noto ai servizi antiterrorismo considerato il perno della presunta cellula smantellata ieri. Nel marzo del 2014 era stato fermato mentre stava per partire per la Siria ed aggregarsi all'Isis come combattente. Condannato a cinque anni, la sua pena si era trasformata in arresto domiciliare l'anno scorso. La donna sarebbe invece sua moglie.Secondo l'inchiesta, almeno uno di loro aveva come obiettivo un attentato a Parigi. Nella perquisizione sono stati rinvenuti caricatori di kalashnikov, armi, e una chiavetta Usb, insieme con materiale informatico che potrebbe contenere elementi di prova. D'altronde il premier Manuel Valls, alla conferenza di Monaco sulla sicurezza, appena un mese fa aveva detto esplicitamente che «ci saranno altri attacchi e grandi attentati, questo è certo. La minaccia non diventerà minore, anche se noi lo vorremmo. La battaglia al terrore durerà a lungo, forse un'intera generazione», affermando che bisogna trovare strategie contro la radicalizzazione. «Esiste questa fascinazione ideologica, ci sono migliaia di estremisti in Francia, anche tante donne». Ieri l'ultima conferma di quanto le donne siano fondamentali nella preparazione degli attentati: dalla ricerca dei covi dove mettere a punti i dettagli al depistaggio.Ma ieri è stato anche il giorno della polemica che vede protagoniste le famiglie delle vittime della strage del Bataclan. La ricostruzione dell'attacco del 13 novembre, quando tre diversi commando agirono nella capitale francese, è giudicata «incomprensibile, inappropriata e indegna» dall'avvocato delle famiglie. Una sorta di simulazione in loco è prevista per oggi a beneficio della commissione parlamentare d'inchiesta. Da quel 13 novembre, dopo i primi arresti e fermi, l'attività non si è mai fermata. Tra blitz, interrogatori e arresti oltre duemila operazioni. Nella prima, subito dopo la strage, fu ucciso Abdelhamid Abaaoud, crivellato di colpi nel blitz delle forze speciali. Anche in quell'appartamento c'era una donna.Il capo dell'Eliseo ha poi aggiunto che la sparatoria che ha causato il ferimento di diverse persone a Bruxelles è la prova di una minaccia costante. L'attentato commesso in Costa d'Avorio «mirava alla Francia ha detto Hollande Il mio compito è proteggere i francesi».Uno degli arrestati di ieri a Parigi attira particolarmente l'interesse della polizia e potrebbe fornire elementi utili. Nei luoghi dei 4 arresti, a Saint-Denis il primo, l'altro nel XVIII Arrondissement della capitale, non sono state trovate armi, fanno sapere fonti dell'inchiesta. Rinvenuto invece materiale informatico che potrebbe contenere elementi di prova. E collegamenti con una possibile rete pronta all'azione.