Volterra, investe e uccide madre e zia Al pm dice: complottano contro di me

La donna, in cura per problemi psichici, è accusata di omicidio

Michela Giachetta

Stavano camminando insieme, nella loro cittadina, quando sono state travolte da un'auto e uccise. Le vittime dell'incidente, avvenuto ieri a Volterra (Pisa), sono due sorelle, di 70 e 75 anni. Ma le due, oltre a essere sorelle, erano anche la madre e la zia della donna che le ha investite, Daniela Marzetti. Una tragedia familiare, quella avvenuta ieri mattina, che probabilmente affonda le sue radici nei problemi psichiatrici della 50enne al volante.

L'incidente è avvenuto verso le 9.30, in viale Ferrucci, nei dintorni del teatro romano della cittadina. E ha coinvolto anche una terza persona, un uomo di 63 anni, che è stato subito trasferito al pronto soccorso, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Subito dopo l'incidente è stata invece ricoverata in stato di shock Daniela, la donna che guidava l'auto, una Fiat Panda. E, dopo essere stata interrogata dal pm in ospedale, è finita in manette con l'accusa di omicidio volontario ed è stata trasferita al carcere Don Bosco di Pisa. Il sospetto è che il suo sia stato un gesto volontario, le indagini cercheranno di fare luce su una tragedia che ha sconvolto tutta Volterra.

Per capire il perché del gesto probabilmente bisognerà cercarne le motivazioni scavando nei problemi psichiatrici della donna. Che da tempo pare soffrisse di manie di persecuzione, tanto da parlare di complotti contro di lei. Prima solo dei dubbi, poi forse una convinzione che si era fatta via via, col passare del tempo, più radicata, tanto da arrivare a parlarne in maniera chiara ed esplicita: «Complottano contro di me, sono loro la causa dei problemi», avrebbe detto la 50enne, riferendosi alla mamma Angela Cuviello, di 70 anni, e alla zia, Lucia Cuviello, 75 anni, poi investite con l'auto.

Manie di persecuzione, così radicate da accusare perfino alcune delle persone a lei più vicine, la mamma e la zia, di essere la causa dei suoi guai. Problemi già noti, in passato sarebbe stata anche in cura all'Asl per problemi psichiatrici. Subito dopo l'incidente, la sua camera in ospedale era stata piantonata dalla polizia, prima dell'interrogatorio conclusosi con l'arresto. E sul posto era arrivato anche il pm di turno Aldo Mantovani, per coordinare le indagini.

Ora un intero paese piange la morte delle due sorelle. Il Comune, guidato dal sindaco Marco Buselli, in una nota, parla di «doppia tragedia, cittadina e familiare. L'amministrazione esprime il proprio profondo cordoglio per il grave lutto e i migliori auspici di ripresa per il ferito».