Al voto il 5 giugno Ma la data scelta fa infuriare il centrodestra: «C'è un lungo ponte, assist all'astensione»

Pier Francesco BorgiaRoma La campagna elettorale per le Comunali ha un nuovo argomento di scontro. La data, ipotizzata ieri nel corso di una conferenza stampa da Angelino Alfano, lascia perplessi molti. «Quando il presidente Renzi tornerà dal suo viaggio in America - ha spiegato il ministro degli Interni, cui spetta la scelta dei calendari elettorali - gli proporrò la data del 5 giugno». Chiarendo tra l'altro che la scelta è quasi obbligata vista la ricorrenza nelle settimane seguenti di alcune festività religiose. Alfano cerca di stoppare subito le obiezioni circa la vicinanza della data con il ponte festivo del 2 giugno. «Chi può permettersi di stare cinque notti fuori in albergo per godersi quel ponte - spiega - è ricco, anzi ricchissimo. Quindi stiamo parlando di un'esigua minoranza». Se dovesse passare questa obiezione, aggiunge, sarebbe la prova provata «che il nostro Paese è finalmente uscito dalla crisi economica».Le ragioni di Alfano non convincono tutti. Anzi. Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia), che è scesa in campo per la poltrona di sindaco della capitale, è furibonda. «Scelta ridicola» la definisce. «Allora proporrei direttamente il 15 agosto! - tuona - Trovo questa data scelta ad hoc dal Governo per non mandare i cittadini a votare perché hanno paura dei risultati». La leader di Fratelli d'Italia fa notare anche che domenica 29 maggio, come data possibile, non ha alcuna controindicazione. Fonti della maggioranza, però, ribadiscono che gli eventuali ballottaggi cadrebbero il 12 giugno, proprio durante la festa ebraica di Shavuot.Anche Renato Brunetta boccia senza appello la proposta di Alfano. «La scelta espressa dal ministro dell'Interno - commenta il presidente dei deputati di Forza Italia - di fissare, a scuole chiuse e ponte vacanziero aperto, il voto per le amministrative, significa chiaro favoreggiamento dell'astensionismo. La sintesi di queste assurde vicende è presto fatta: Renzi non vuole far votare gli italiani (referendum? Andate al mare; amministrative? Fate il ponte)».In molti poi si chiedono cui prodest? E una risposta la trova a esempio, Stefano Parisi, candidato di Forza Italia per Milano. I sondaggi lo danno in rimonta costante sull'avversario Giuseppe Sala. «Vogliono fermare la nostra rimonta- commenta - giocando sull'astensionismo causato dal ponte».

Commenti

cicero08

Ven, 01/04/2016 - 14:55

ma pensassero agli exploit di Maroni in tema di date elettorali...