Welfare, l'Italia rischia la procedura d'infrazione

RomaL'Italia rischia l'apertura di una procedura europea di deficit eccessivo a causa del pasticcio pensioni. È quanto emerge dalla lettera di raccomandazioni adottata ieri dalla Commissione Ue per il nostro Paese nella quale si precisa che l'esito dipenderà «dalle misure messe in campo dal governo», cioè il decreto che sarà presentato lunedì prossimo. Poiché non vi sono elementi nuovi rispetto alle stime comunicate da Palazzo Chigi a Bruxelles, il Paese resta tra «color che son sospesi», cioè sotto stretto monitoraggio della Commissione.

Il vero problema è che il credito guadagnato in Europa da Renzi sta per esaurirsi. Ecco perché l'esecutivo presieduto da Jean-Claude Juncker, al primo punto della lista delle «cose da fare», ha inserito la correzione strutturale del deficit dello 0,25% nel 2015 e dello 0,1% l'anno prossimo. L'impegno, meno gravoso rispetto alle prescrizioni del fiscal compact , deve essere garantito perché c'è il rischio che, a politiche invariate, il rapporto deficit/Pil si deteriori di 0,2 punti percentuali nel 2016 (risultando del 2% anziché dell'1,8% previsto).

Il termine «a politiche invariate» non è casuale in quanto, pur riconoscendo il tentativo riformista di Renzi, la Commissione non pare soddisfatta del lavoro fin qui svolto. Le privatizzazioni hanno inciso solo dello 0,2% del Pil e non dello 0,7% promesso. La delega fiscale non è stata portata a compimento, mentre a Bruxelles si aspettano sia il taglio dell'Iva agevolata che la riforma del catasto, in modo che sugli immobili sia trasferiti la ipertassazione gravante sul lavoro. Analogamente, la Commissione auspica che sia scongiurato l'esercizio della clausola di salvaguardia da 16 miliardi con l'aumento dell'Iva nel 2016. La spending review è stata «inefficiente» e incide sulla qualità del bilancio pubblico. Stigmatizzato, inoltre, l'affidamento senza gara dei servizi pubblici locali a società organiche alla pubblica amministrazione.

L'elenco di «compiti a casa», oltre alla correzione del bilancio, prevede una maggiore incisività proprio sui dossier che Renzi ha aperto senza portarli finora a compimento: da una parte la riforma della pubblica amministrazione, inclusa quella della giustizia civile, e dall'altra quella della scuola per garantire più possibilità ai giovani di accesso al lavoro. Gli altri tre punti riguardano l'adozione del piano strategico dei porti, la semplificazione e il rafforzamento del settore bancario tramite una migliore gestione dei crediti in sofferenza.