Yahoo tradisce i suoi utenti: milioni di email passate alla Fbi

La internet company avrebbe obbedito a una norma federale scansionando e fornendo conversazioni private agli 007 Usa

Matteo Basile

Non c'è pace per Yahoo. Dopo lo scandalo degli oltre 500 milioni di profili violati e nel bel mezzo di una crisi economica con la cessione alle porte, sul colosso del web si abbatte una nuova pesantissima tegola. Secondo un'inchiesta dell'agenzia Reuters, Yahoo avrebbe elaborato un software in grado di scansionare e setacciare la posta elettronica dei suoi utenti, in particolare le email in arrivo, in modo da mettere di fatto le stesse missive elettroniche, centinaia di milioni, a disposizione delle agenzie di sicurezza americane, dall'Fbi alla Cia fino all'Nsa.

La soffiata che ha permesso di smascherare l'azienda sarebbe arrivata da due ex dipendenti e da una terza persona secondo cui Marissa Mayer, ad del colosso del web, non avrebbe fatto altro che ubbidire alle direttive imposte dal governo federale. Per il momento non è stato accertato se nello scandalo siano coinvolti altri provider di posta elettronica né quali fossero nello specifico le informazioni che l'intelligence Usa stesse cercando ma è certo che al vaglio degli 007 ci fossero «caratteristiche specifiche», quindi una frasi o allegati riconducibili a qualche tipo di minaccia per la sicurezza. La notizia, se confermata, smaschererebbe per la prima volta una grande azienda web, evidenziando l'inesistente sicurezza degli account personali oggetto di una sorveglianza totale da parte delle istituzioni.

«Yahoo è una società di diritto e rispetta le leggi degli Stati Uniti», ha detto la compagnia in una breve nota, quasi a confermare la notizia. Nessuna dichiarazione ufficiale invece da parte dei vertici della Nsa. Intanto Edward Snowden, il tecnico informatico che ha dato il via al Datagate, tramite Twitter ha invitati tutti i clienti di Yahoo a chiudere i loro account.

Solo la scorsa settimana Yahoo era finita nel mirino per aver tenuto all'oscuro i propri clienti di un enorme attacco hacker risalente al 2014 grazie al quale sarebbero state rubate informazioni private di almeno 500 milioni di persone. Un nuovo scandalo che rischia di minare ulteriormente la credibilità dell'azienda e di ridurne notevolmente la quotazione, soprattutto in vista dell'attesa cessione a Verizon.