«Yara uccisa per vendetta contro il papà»

Non solo le frequenti perdite di sangue dal naso e la possibilità che qualcuno abbia rubato uno dei suoi attrezzi da lavoro, usandolo poi per uccidere Yara. Per difendersi Massimo Giuseppe Bossetti ha rispolverato, davanti ai magistrati di Bergamo, anche un'ipotesi che era già circolata in passato: l'omicidio come «vendetta contro il padre», la punizione per uno sgarro non tollerato da personaggi poco raccomandabili che lavoravano nei cantieri della zona. «In cantiere dicevano tutti che Yara era stata uccisa per una vendetta contro il padre», ha messo a verbale il muratore.

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 14/07/2014 - 18:14

E' assodato che dove si lavora ti fregano i ferri, specialmente quelli di poco conto come i cutter. E se sorprendi il "ladro" in "fragranza di reato", lui ti dice che lo sta usando un momento, perché il suo l'ha lasciato a casa, ma te lo ridà subito. Sono usi e costumi consolidati e tollerati.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 14/07/2014 - 18:24

Di solito quelli che si approfittano dei ferri degli altri, sono gli operai usciti dai regimi comunisti, rumeni, albanesi... Ove "La proprietà privata non esiste". Ho sperimentato che, specialmente il metro avvolgibile, oltrecortina era una vera rarità e uno status-simbol nella gerarchia operaistica. Alla faccia della Camusso, che non si sa perché, abbia studiato archeologia. Forse per mummificare i suoi iscritti.