Zaia vola in Veneto nei sondaggi. Liguria e Campania, sfida aperta

Nei sondaggi il governatore leghista viaggia con 10 punti di vantaggio sulla Moretti, il Pd è avanti nelle Regioni rosse. In Puglia la Poli Bortone meglio di Schittulli, ma Emiliano è in fuga

Testa a testa tra Stefano Caldoro e Vincenzo De Luca in Campania. Luca Zaia nettamente avanti in Veneto. Partita aperta in Liguria tra Raffaella Paita e Giovanni Toti. In Puglia meglio Adriana Poli Bortone di Francesco Schittulli. Astensione elevata, grazie anche alla scelta di far svolgere le Regionali durante il ponte del 2 giugno.

La marcia di avvicinamento verso il voto del 31 maggio continua e gli ultimi sondaggi offrono indicazioni importanti sugli umori degli elettori rispetto alle partite politiche locali e nazionali. Novità importanti arrivano dal sondaggio Ipr per Porta a Porta che registra un aumento di consensi per il Movimento 5 Stelle (+4% rispetto ad aprile); un arretramento dello 0,5% per il Pd al 35,5% e una piccola frenata per la Lega che scende al 13% e viene avvicinata da Forza Italia, unico altro partito ad aumentare i voti al 12,5%. Continua il calo di Ncd-Udc, sotto la soglia del 3%, al 2,5%. Perdono qualcosa anche Fratelli d'Italia e Sel, entrambi al 3,5%. Complessivamente il centrosinistra è avanti a livello nazionale con il 40% contro il 31,5% del centrodestra e il 23% di M5S.

Spostandosi sulle Regionali, in Veneto Luca Zaia è sempre primo per distacco su Alessandra Moretti. Con il 44% vanta oltre 10 punti di vantaggio sulla candidata Pd al 33%. Staccati gli altri contendenti: Flavio Tosi e Jacopo Berti appaiati al 10,5%. Ancora più marcato il distacco secondo Tecné : Zaia è primo con il 42,5%, Moretti indietro di 11 punti e mezzo (31%, un punto in meno della somma delle sue liste) con Tosi che sopravanza Berti di un punto e mezzo, 13 contro 11,5%. Resta comunque molto alta la quota di indecisi e astenuti.

Molto equilibrata, invece, la partita campana dove Caldoro e De Luca sono vicini, entrambi al 37%, mentre la grillina Valeria Ciarambino è al 22%. Proprio mentre infuria la polemica sugli «impresentabili» nelle liste a sostegno di De Luca, ieri è arrivato da Matteo Renzi un attestato di stima verso Caldoro. «È una persona seria che si presenta a tutti i tavoli con spirito di collaborazione» il giudizio del premier. Dello stesso tenore la risposta del governatore campano. «Con Renzi c'è un rapporto di grande correttezza. Fa piacere l'apprezzamento al lavoro fatto insieme, così come apprezzo il richiamo a non trasformare la campagna elettorale in guerra civile. Abbiamo preso la Campania quasi in default riportandola su, seppur con grande fatica».

L'altra regione data per incerta è la Liguria. Secondo scenapolitici.com il distacco tra Raffaella Paita del Pd e Giovanni Toti di Forza Italia, per la seconda settimana consecutiva, si attesta sul mezzo punto percentuale, con i due candidati attorno al 30%. Una situazione che preoccupa il premier visto che una sconfitta in una Regione tradizionalmente rossa rappresenterebbe una doccia gelata per il nuovo corso renziano. Non a caso ieri è arrivata la battuta sulla «sinistra masochista che dà la possibilità a Forza Italia di essere rianimata», con riferimento alla candidatura del civatiano Luca Pastorino. Il centrosinistra viene dato in deciso vantaggio in Toscana con l'uscente Enrico Rossi, nelle Marche con Luca Ceriscioli, mentre in Umbria l'uscente Catiuscia Marini ha un vantaggio su Claudio Ricci oscillante tra i 5 e i 9 punti percentuali. Infine la Puglia. Se Michele Emiliano è in fuga sopra il 40%, nella partita fratricida tra la candidata di Fi e Lega, Adriana Poli Bortone e il candidato dei fittiani, di Ncd e Fratelli d'Italia Francesco Schittulli è la prima a essere in vantaggio. Secondo Ipr l'ex sindaco di Lecce è avanti per 17 punti a 14, per Tecnè i due sono appaiati. Un risultato che, se confermato, ribalterebbe i rapporti di forza inizialmente ipotizzati da molti.

Commenti
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liberopensiero77

Mer, 13/05/2015 - 10:24

Boh, mi chiedo se questi sondaggi siano attendibili. Ad esempio alle ultime europee, in Veneto, il PD ha preso il 37% (dati reali), e circa lo stesso il centro-destra nel suo insieme (da NCD alla Lega passando per FI e FdI). Ora, come farebbe Zaia, da solo, a prendere il 44%, specie se si considera che c'è stata la scissione con Tosi? Capisco che la situazione locale è diversa dalle europee, e che il PD può aver perso consensi rispetto alle europee, tuttavia il sondaggio che dà Zaia in testa con 11 punti di distacco mi sembra poco attendibile.

Giorgio1952

Mer, 13/05/2015 - 23:10

All'ora non c'è problema vince il Cdx, perché Zaia vola in Veneto, Toti e Caldoro se la giocano in Liguria, dove il consigliere del Cav vota a Novi Ligure che è in provincia di Alessandria mi pare in Piemonte, così come in Campania mentre le altre regioni sono rosse. I voti però li contiamo alla fine, finora Renzi badate bene non il PD ha vinto ovunque, Bolzano, Trento ed Aosta last but not least election day!