Politici a caccia di voti anche i milanesi puntano su Facebook

Chi non ce l’ha? Uno sfigato, di quelli vecchia scuola politica, che di vintage non ha niente, o meglio, solo la muffa. Per essere un politico alla moda tocca iscriversi a facebook, il sito di social network che in soli quattro anni ha guadagnato 80 milioni di seguaci in tutto il mondo. Gente comune, molti giovani e però, altrettanti politici. Tra i primi Uolter, seguito a ruota da altri colleghi per un’epidemia che ha causato un contagio bipartisan. È partito da Roma il focolaio, ma poi si è allargato: fino a Milano, consigli di zona compresi.
È la moda, bellezza. E il più fashion chi è? Per ora Marcello Saponaro, consigliere regionale dei verdi, che nella sua pagina conta ben 956 amici (fino a ieri almeno). Il trucco? «L’ho aperta sei mesi fa - racconta - e il motivo è semplice: i comizi non funzionano più». Meglio «creare reti» allora e perché no, «costruire campagne politiche on line». Facile a dirsi, ma più complicato a farsi. E così capita che il neo assessore regionale Stefano Maullu deleghi la gestione del suo facebook a un’assistente che ammette: «Gli dedico almeno un’oretta al giorno: ecco perché in soli quattro mesi siamo riusciti ad avere 429 amici». Per i neofiti del social network, dicasi amici i propri contatti e, ça va sans dire, più ne hai più sei fico. Che tradotto significa: popolare. A quota 294 è già arrivato Carlo Fidanza (An), che rivela: «Dicevano che senza ero uno sfigato». E però poi ci ha preso gusto, al punto che «almeno una volta al giorno mi collego perché non si tratta solo di autopromozione, ma piuttosto del modo più diretto per mettersi a disposizione degli elettori». Chi mi ama, mi clicchi. E ancora, chi ha delle curiosità mi scriva in bacheca (wall per gli esperti). Ma se comunicare è davvero semplice, a quel punto tocca rispondere. Sempre. «Ho imparato il trucco - racconta Bruno Dapei, capogruppo di Forza Italia in provincia - appena accendo il pc, apro Facebook e lo lascio sempre acceso».
Si misura dal tempo necessario per l’accettazione della richiesta di amicizia la disponibilità di un politico. Se passa più di una settimana? Probabilmente è un fake, ovvero una fuffa. Per creare un falso facebook, infatti, basta un clic e giusto il tempo di un caffè. Fa scuola la Gran Bretagna, con il primo caso di diffamazione su facebook. Fa sorridere cercare Daniela Santanchè, perché oltre alla pagina ufficiale, ne colleziona altre e tra queste spicca: «Santanchè, la nostra icona di stile». Meno spiritosa «Odio Letizia Moratti», un cenacolo on line dove 67 amici si divertono a insultare il sindaco e chi più ne ha ne metta: da «Sgarbi lo sgarbato» a «Ignazio la Russa by Fiorello». Facebook da ridere, sì, ma anche da studiare. «Tocca passarci almeno un’ora al giorno», dice Giuseppe Civati, consigliere regionale del Pd. «Non ci capisco una fava - scherza Matteo Salvini (Lega) - già fatico a rispondere alle mail». E Facebook? «Ne riparliamo nel 2009».