Politici e sesso, Pizzetti fa dietrofront

da Milano

Il divieto di pubblicare dettagli della vita sessuale delle persone resta, il rischio di carcere per i giornalisti che lo violano pure. Il bavaglio sull’inchiesta di Potenza anche. Ma, in un’intervista al quotidiano economico Italia Oggi, il Garante per la privacy Francesco Pizzetti tenta di dribblare le contraddizioni del proprio provvedimento. E soprattutto entra nel merito del caso Sircana tentando di sminuire la portata delle notizie che l’hanno generato. Confessandosi col direttore del quotidiano Franco Bechis, Pizzetti dice che «nell’intercettazione (quella tra il fotografo Max Scarfone e Corona sugli scatti di Sircana vicino al trans, ndr) non c’erano elementi per trarne le conclusioni di un comportamento sessuale specifico che a quel punto sì, poteva essere giustificato dare come informazione su un politico con incarichi delicati». In sostanza, all’improvviso Pizzetti sostiene che i giornalisti possano scrivere che un politico va con i trans, se il fatto è vero. Partecipando alla rimozione collettiva che ha colpito molti nelle ultime ore, dimentica però che, oltre all’intercettazione, ci sono anche le foto.
L’apparente dietrofront sulla pubblicazione di notizie relative alla sfera sessuale produce un certo stridore rispetto al testo del provvedimento firmato l’altro giorno dal Garante, per vietare la pubblicazione di notizie che «attengano a particolari della vita privata delle persone diffusi in violazione della tutela della loro sfera sessuale».
Ma, nel caso di Potenza, secondo il Garante, «indipendentemente dalla verità del fatto, la notizia pubblicata sul giornale non c’era». Perché, prosegue l’intervistato, «quella intercettazione nulla dice di reale interesse pubblico sulle abitudini dell’onorevole Sircana. Quella telefonata dice solo che si è provato, ma non riuscito, a documentare un fatto che quindi non c’è». A proposito di «contatti ravvicinati» con i viados infine, secondo Pizzetti sono «un fenomeno sociale rilevante», da osservare da vicino, per cui il fatto di rallentare per guardarli «prova qualcosa delle nostre abitudini sessuali?», si chiede retoricamente. Bechis lo incalza sul fatto che quelle foto al gip sono bastate a giustificare gli arresti. Ma Pizzetti è un muro di gomma: «Penso che ci sia ben altro».