«Politici, pregate la Madonna di Montallegro»

E dire che lui le aveva persino rivolto una sorta di preghiera. «Se la Madonna di Montallegro farà il miracolo, forse non verrò sfiduciato» aveva detto, non si quanto scherzoso, il sindaco di Rapallo Armando Ezio Capurro. Adesso, c’è chi gli fa notare che altro che intercessione da Lassù, Nostra Signora di Montallegro si potrebbe se mai risentire, visto che la sua festa rischia di venire annullata proprio a causa delle beghe politiche che riguardano il sindaco e la sua maggioranza.
Così, mentre la politica continua a tessere fin troppo umane trame in attesa del consiglio comunale della sfiducia, i rapallesi rivolgono un accorato appello non ai Santi ma al sindaco, al presidente del consiglio comunale e agli assessori e consiglieri tutti, affinché le loro beghe non paralizzino la città. Ieri infatti il Comitato sestieri cittadini di San Michele, Seglio, Borzoli, Cerisola, Cappelletta e Costaguta ha scritto agli «illustrissimi» amministratori esprimendo le loro «più vive preoccupazioni per la situazione politico/amministrativa che attualmente sta interessando la città», soprattutto perché siamo in vista delle feste patronali del 2007. E non sarà un anno qualunque, visto che la ricorrenza coincide con il 450° anniversario dell’apparizione di Nostra Signora di Montallegro.
Scrive il Comitato che «l’organizzazione dell’evento, sia nella sua fase progettuale sia in quella di realizzazione, richiede un’attiva partecipazione di tutti i soggetti interessati». Aggiunge che «pertanto i sestieri auspicano una soluzione positiva e invitano la pubblicaamministrazione, la quale riveste naturalmente un ruolo di primaria importanza nella strutturazione delle feste stesse, a predisporre gli atti e gli indirizzi necessari per consentire di festeggiare il solenne appuntamento nel migliore dei modi». I dietrologi sono già al lavoro, chi legge in queste righe un invito a deporre le armi contro il sindaco in nome dell’alto evento, chi ci vede invece una chiamata alla giunta affinché faccia in fretta, e metta in atto tutti i passaggi necessari in tempi brevissimi, prima della fine del governo di Capurro, per evitare che la festa si ritrovi senza un progetto e senza un’organizzazione sul più bello.
Non è dato sapere se gli assessori si metteranno una mano sulla coscienza, aggiungendo questa alle tante pratiche che la giunta sta sfornando a ritmi incessanti, fra lavori di manutenzione e autorizzazioni a progetti, da quando è emerso con chiarezza che il sindaco verrà sfiduciato. Di certo c’è che la lettera dei stestieri è stata ligiamente protocollata dal Comune e prontamente inviata ai giornali dall’ufficio Eventi. Forse è un buon segno.