Politico-commercialista pestato e ridotto in fin di vita: è giallo

È un esponente della Margherita di Milano il commercialista di 47 anni trovato ieri mattina in fin di vita in via Porta Tenaglia. Operato per un trauma cranico, ora Maurizio Oldani lotta contro la morte. «Si sono accaniti contro di lui in maniera violenta, ma non è stato rapinato, aveva tutti i suoi soldi in tasca. Forse un agguato: una persona lo ha aspettato sapendo che sarebbe passato di lì e poi lo ha aggredito a quel modo. Oppure un litigio con qualcuno che poi è fuggito. È molto improbabile che si tratti di qualcosa di occasionale, il movente va cercato quasi sicuramente nel privato. Stiamo sentendo i parenti...».
Quelle della polizia sono frasi vaghe, che restano come appese nell’aria. La squadra mobile non sa ancora come dipanare il mistero. «È una persona civile, pacata, un vero cittadino», afferma Pierluigi Mantini, deputato della Margherita, ricordando anche che il collega di partito è il presidente provinciale dell’Associazione partigiani cattolici oltreché il coordinatore per la zona 1. Il suo corpo privo di sensi e col volto insanguinato è stato rinvenuto ieri mattina da un passante, poco prima delle 6, riverso sull’asfalto davanti a uno stabile, in via Porta Tenaglia 3 (zona Garibaldi). Una pioggia sottile cadeva fitta quando la polizia, arrivata sul posto dopo la chiamata al 113, ha capito che le condizioni di quel poveretto erano davvero gravi. «Perdeva sangue dal naso, dalla bocca, aveva delle tumefazioni in faccia, sulla testa e non si muoveva: in un primo tempo abbiamo creduto fosse morto» spiegano gli investigatori pure loro, come il passante, sorpresi da tanta violenza.
Trasportato al Fatebenefratelli e operato d’urgenza (un forte trauma cranico gli ha provocato un grosso ematoma, ndr) Oldani si trova in rianimazione ed è in pericolo di vita. «Abbiamo cercato di far riassorbire l’ematoma - spiegano i medici - solo il passare delle ore ci dirà se il nostro intervento è stato efficace: la prognosi resta riservata». Ora la parola passa alle indagini. Alla squadra mobile parlano chiaro: «Escludiamo la rapina: l’aggredito aveva tutto il suo denaro in tasca. Non crediamo, nonostante i pochi elementi in nostro possesso al momento, che si sia trattato di un episodio casuale come può essere l’aggressione di qualcuno che voleva derubarlo. Quel che è certo è che le sue gravissime condizioni non sono state provocate da una coltellata: è stato picchiato con violenza, da qualcuno che ha mirato alla testa visto tutto il sangue che ha perso dal naso e dalla bocca, ma anche le tumefazioni sulla testa. Addosso, poi, non gli abbiamo trovato droga - conclude la polizia - e ciò esclude anche la possibilità che sia rimasto vittima di un acquisto azzardato». Agli investigatori non resta che scavare nel privato. E provare a sondare anche la pista passionale.