Polizia, accordo bipartisan: Manganelli capo e De Gennaro al Viminale

Il cdm designa l’ex vicario nuovo responsabile della Ps. Il suo predecessore guiderà lo staff del ministro dell’Interno Giuliano Amato. L’emozione dopo la nomina: "Mi ispirerò alla saggezza, all’equilibrio e alla volontà di concordia del presidente della Repubblica Napolitano"

Roma - Antonio Manganelli diventa capo delle polizia. Ma il suo predecessore negli ultimi 7 anni, Gianni De Gennaro, non lascia il Viminale: resta come capo di gabinetto del ministro dell’Interno.
Giuliano Amato arriva al Consiglio dei ministri da Bruxelles poco prima delle 19 e mette sul tavolo il piano delle nomine. De Gennaro è già salito al Quirinale, per un incontro con Giorgio Napolitano. Due segnali indicano che il governo non vuole «scaricare» il prefetto, indagato a Genova nell’inchiesta sul G8: per lui c’è un prestigioso incarico, assolutamente di fiducia, al fianco del ministro e la sua poltrona andrà a quello che era il suo vice-vicario, il suo braccio destro.

«Sono emozionato e commosso», è il primo commento di Manganelli, la cui nomina sarà operativa dal 2 luglio. Dopo aver ringranziato il governo e le forze politiche e salutato uomini e donne della polizia, ricorda i «servitori dello Stato» che hanno avuto l’incarico prima di lui, per ultimo il prefetto De Gennaro: «Da loro ho appreso ciò che ora metto a disposizione del Paese con tutta la passione, l’esperienza e l’energia che ho». Manganelli aggiunge che il suo lavoro s’ispirerà alla «saggezza, all’equilibrio e alla volontà di concordia» di Napolitano.

Da Unione e centrodestra arriva subito una selva di congratulazioni al nuovo capo della sicurezza e di ringraziamenti a De Gennaro. «Funzionario di grandissimo valore e professionalità dimostrata sul campo - dice di Manganelli il ministro Amato -. Sarà un degno successore di De Gennaro, che ringrazio». L’ex capo della Ps rimarrà nella stanza dei bottoni del Viminale per gestire l’intero ministero e continuerà a lavorare con il suo successore. Il consiglio dei ministri è ancora in corso quando trapelano le notizie: De Gennaro prenderà il posto del prefetto Carlo Mosca, attuale capo di gabinetto, che dovrebbe restare al fianco di Amato come consigliere.

Un puzzle che certo piace all’opposizione, che ha protestato per l’allontanamento di De Gennaro, assai meno alla sinistra radicale che insiste per avere una commissione d’inchiesta sui fatti del G8. Ma sia l’una che l’altra sono state consultate dal titolare dell’Interno sulla scelta di Manganelli e hanno dato il via libera.

Le nomine non sono ancora ufficiali e Giovanni Russo Spena del Prc già commenta: «De Gennaro non va demonizzato, ma quello che è successo a Genova non è colpa di “mele marce” ma di errori nella catena di montaggio». Non si era mai visto l’incarico di capo di gabinetto affidato ad un prefetto proveniente dai ruoli della polizia, fanno notare i due sindacati prefettizi Sinpref e Ap, protestando per la decisione «quanto meno inopportuna» di consegnare il ministero «nelle mani della polizia».

Una critica di segno opposto viene dal leghista Roberto Cota. Per lui, il nuovo incarico a De Gennaro rende «doppiamente incomprensibile il motivo della sua sostituzione». Quanto a Manganelli, dice, «lo vedremo alla prova dei fatti». Comunque, «il governo sta utilizzando metodi inaccettabili: una vera e propria occupazione di tutti i posti». Per De Gennaro, secondo Maurizio Gasparri di An, si è scelta «una soluzione da un lato onorevole ma dall’altro di parcheggio».
Polemiche isolate, però, perché i più si esprimono con lodi sia di Manganelli che di De Gennaro. Al primo arrivano il messaggio del presidente della Camera Fausto Bertinotti, la telefonata di rallegramenti del leader Ds Piero Fassino e di molti altri. In una nota il sindaco di Roma, Walter Veltroni, si congratula con Manganelli e dedica «un ringraziamento particolare e non formale» a De Gennaro.

«Un grande servitore dello Stato succede a un altro grande servitore dello Stato», dice il presidente del Copaco, Claudio Scajola (Fi). «Per fortuna - commenta il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini -, una vicenda nata male per insipienza del governo è finita bene nell’interesse di tutti gli italiani». Soddisfazione per la scelta di Manganelli che «saprà svolgere un ottimo lavoro», stima e riconoscenza per De Gennaro, dal ministro della Giustizia Clemente Mastella. Per Altero Matteoli di An l’uno è il «naturale successore» dell’altro. Il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa dice che quella di Manganelli è «una scelta di garanzia e di equilibrio per tutti». Per il Ds Giuseppe Lumia, vicepresidente della commissione Antimafia, la nomina «è un’ulteriore conferma del grande lavoro svolto dalla polizia in questi anni e un segnale di continuità».