La polizia: «Un bluff il patto per la sicurezza»

(...) si è riempito la bocca di sicurezza reale, insicurezza percepita (dai soliti cittadini paurosoni) e bla, bla, bla. Ecco in quali condizioni oggi si trova a operare la Polizia di Stato, a Genova e in tutta la Liguria. Mancano uomini, macchine, presìdi. Chi non si sente già abbastanza sicuro perché la nostra regione è quella con il più alto tasso di reati in Italia, non sarà felice di sapere che in Liguria l'organico della Polizia è sotto di 491 unità: - 415 a Genova, - 23 a Imperia, - 53 alla Spezia, solo Savona se la passa meglio con 6 poliziotti in più di quanto previsto dal Decreto Ministeriale 4079 del 1989. Allarme rosso anche per le autovetture in dotazione alla Polizia: 135 Fiat Marea hanno più di 100.000 km nel motore, una parte 150.000, qualcuna anche 180.000 km. «Dovremmo sostituirne almeno la metà», ammette il segretario regionale del Sap. A Genova solo dieci Volanti su sessanta sono state rimpiazzate. D'altra parte non è così semplice riparare le auto dei poliziotti visto che la ristrutturazione dell'ex caserma «Marabotto» di Cornigliano, destinata all'autocentro di Polizia per tutta la Liguria, dopo quattro anni non è stata ancora completata per mancanza di fondi.
Il patto della sicurezza si è dimenticato anche del poligono di tiro dove gli agenti dovrebbero allenarsi (almeno) tre volte all'anno. Il poligono di Genova Sturla, l'unico della Polizia di Stato esistente in Liguria, è chiuso per manutenzione dal settembre 2006 e non è stato mai riaperto per la cronica mancanza di risorse economiche. Basterebbero 12.000 euro, che in due anni però non sono mai stati reperiti. Non si trovano soldi neppure per cambiare le divise in dotazione agli agenti o per sostituire i personal computer, ormai obsoleti. C'è chi deve utilizzare il proprio pc per eseguire dei pedinamenti. «La Polizia da mesi, per tutto ciò che comporta una spesa, vive un'emergenza senza precedenti e il rischio di paralisi della macchina che governa la sicurezza oggi è davvero concreto», è il monito lanciato da Stefano Anzalone e Massimo Valeri, della segreteria regionale Sap.
La carenza di fondi si ripercuote anche sullo stato degli uffici e dei commissariati nei quali non si riescono a garantire le manutenzioni minime e neppure quelle obbligatorie. Il commissariato di Genova Centro da dieci anni attende una nuova collocazione, ma finora solo una parte dei suoi uffici amministrativi (passaporti, porto d'armi) è stata trasferita nella sede più operativa del commissariato Prè. «Vorremmo che tutti gli organi istituzionali si attivassero per aumentare le risorse destinate alla sicurezza della nostra Regione - dice Massimo Valeri -. E certo non ci lasciano tranquilli i tagli al bilancio del ministero dell'interno previsti dalla prossima finanziaria».