La polizia giustifica il proprio ritardo: "Seguita una falsa pista"

Gli inquirenti avrebbero seguito inizialmente la pista del ragazzo della
giovane studentessa uccisa insieme a un compagno in un dormitorio del campus, che
invece era del tutto estraneo ai fatti. Ma intanto, nel tentativo di rintracciare il giovane,
sono state perse due ore

Blacksburg (Virginia) - Il ritardo di circa due ore con cui è stato dato l'allarme generale nell'università americana di Virginia Tech, fra la prima uccisione di due studenti e la strage di 30 persone fatta da uno studente sudcoreano, può essere dovuto al fatto che la polizia ha inizialmente seguito una falsa pista. Lo ha scritto oggi il "New York Times". Gli inquirenti hanno detto al Nyt di aver seguito inizialmente la pista del ragazzo della giovane studentessa uccisa insieme a un compagno in un dormitorio del campus, che invece era del tutto estraneo ai fatti. Ma intanto, nel tentativo di rintracciare il giovane, sono state perse due ore durante le quali il killer solitario Cho Seung-Hui, di 23 anni, preparava il massacro nelle aule della Norris Hall dell'università. Gli inquirenti sarebbero stati portati sulla falsa pista dalla testimonianza della compagna di camera della ragazza uccisa nel dormitorio. Questa testimone «ha detto alla polizia che (il ragazzo della sua compagna, Karl D.) Thornhill, che studia alla vicina Radford University, teneva dei fucili nella sua casa in città», ha scritto il giornale citando una dichiarazione giurata. «Questa compagna di camera ha detto alla polizia che era andata recentemente a sparare con Karl Thornhill», ha detto la fonte al giornale, inducendo la polizia a credere che potesse essere lui il killer del dormitorio. «Ma mentre stavano interrogando Thornhill, sono arrivate le notizie del massacro in grande alla Norris Hall», ha scritto il Nyt. Le due ore di vantaggio hanno consentito a Cho di tronare nella sua camera, prendere armi e altre munizioni, recarsi alla Norris Hall, bloccare con delle catene dall'interno le porte dell'edificio, e iniziare a girare per le aule freddando una dopo l'altra 30 persone, fra studenti e insegnanti, prima di spararsi in faccia.