La polizia insiste: «È un atto terroristico»

da Gerusalemme

La polizia israeliana indaga a tutto campo per catturare il killer di Angelo Frammartino, il volontario italiano assassinato a Gerusalemme da un palestinese. Stando alla ricostruzione delle quattro ragazze che erano con lui quando è stato colpito da dietro con una coltellata al collo - ha riferito Sergio Bassoli, responsabile del gruppo di volontari di Cgil-Arci - l’aggressore era molto giovane e poteva avere fra i 16 e i 18 anni.
Michela, la giovane volontaria che in quel momento era più vicina a Angelo, è stata lungamente interrogata ieri mattina al commissariato di Gerusalemme. Gli inquirenti hanno cercato così di tracciare un identikit dell’assassino. Ma non è stato possibile. L’aggressore è fuggito troppo in fretta, Michela l'ha solo intravisto, il ricordo era troppo sfumato.
Nessuno riesce a immaginare un movente razionale per l’assassinio del volontario di Monterotondo (Roma). Dal loro arrivo in città, i dodici volontari italiani vivevano senza alcun problema in mezzo alla popolazione palestinese della città vecchia. Dormivano nel centro giovanile Burj Al Laq Laq (La torre del fenicottero), l’Ong palestinese con la quale lavoravano.
La polizia israeliana continua a privilegiare la pista politica, e - come ha ribadito ieri il portavoce Shmulik Ben Rubi - ritiene molto probabile che si sia trattato di un atto di «terrorismo». In passato ci sono state diverse aggressioni analoghe da parte di giovani palestinesi, che hanno colpito passanti nell’area della città vecchia. L’ultima aggressione è avvenuta tre settimane fa, ai danni di uno studente di una Yeshiva, una scuola rabbinica. A ferire il giovane era stato un palestinese che, dopo l’arresto, aveva affermato di avere voluto denunciare così l’offensiva israeliana in Libano. Nel complesso, finora a cadere vittima di agguati sono stati soprattutto ebrei, israeliani o stranieri.
Le indagini non escludono però nessuna ipotesi, come ha osservato il portavoce della polizia. I cinque giovani palestinesi sospettati di essere coinvolti nell’aggressione e fermati l’altra notte sono poi stati rilasciati.