Polizia, mano tesa ai no global ma non al sindaco: «Ci insulta»

(...) Un tentativo di distensione, a onor del vero, è stato fatto dai poliziotti, attraverso i sindacalisti del Coisp (Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia). La risposta, manco a dirlo, è stata però negativa. Giusto per precisare da che parte sta la voglia di distensione o di violenza. «Vogliamo aprire un dialogo costruttivo per mettere fine al clima di ostilità che si è creato nei confronti della polizia dal luglio del 2001 - ha spiegato il segretario provinciale generale del Coisp, Matteo Bianchi nella conferenza stampa di ieri mattina all'hotel Sheraton - Vogliamo dibattere nella maniera più ampia, con una visione a trecentosessanta gradi su quello che è stato il G8 perché chi ha sbagliato è giusto che paghi, ma da una parte e dall'altra».
L'iniziativa quasi evangelica del porre l'altra guancia da parte della polizia, però, non ha trovato il riscontro sperato, anzi. Il primo schiaffo è arrivato per l'organizzazione del convegno del Coisp previsto per il 20 luglio. Il sindacato aveva richiesto al Comune il permesso per allestire un palchetto nel luogo simbolo di piazza Alimonda, dove avrebbe dovuto aver luogo un dibattito aperto a tutti; una risposta non è mai stata da Palazzo Tursi mentre è arrivata direttamente dalla questura che ha negato il permesso per motivi di sicurezza pubblica. Spostata la sede, da piazza Alimonda all'hotel Sheraton dell'aeroporto (ore 15,30), al convegno, titolato «Genova dieci anni di polemiche - Non si può continuare a mettere in discussione l'abnegazione di 100 mila poliziotti e nemmeno pensare che tutti i manifestanti portino un estintore», sono stati invitati tutti, dai politici fino agli organizzatori delle manifestazioni no global come l'Arci e la Cgil. Risposta: no, grazie. Nel rifiuto occorre però fare alcune precisazioni: i politici «nazionali» hanno dovuto declinare l'invito per via di importanti votazioni in Senato e Parlamento previste per mercoledì (parteciperanno comunque esponenti locali come Enrico Nan per Fli, Gianni Plinio per il Pdl, Raffaele Caruso per il Pd e Edoardo Rixi per la Lega Nord). Per quanto riguarda la parte no global invece la risposta è stata più o meno: ben venga il dialogo, ma il 20 luglio è un giorno sacro che non si tocca. Vanificata la proposta della polizia di trovare un punto d'incontro, c'è voluto poco ad arrivare ad un inasprimento dei toni, dovuti in gran parte ad una serie di gaffe e uscite pubbliche inadeguate da parte di Palazzo Tursi.
«Insistiamo nel chiedere al sindaco di togliersi la fascia tricolore, perché quando la indossa rappresenta tutti i cittadini e non solo la parte che lei considera “giusta” - hanno rimarcato in coro Matteo Bianchi ed il suo vice Marco Venturino - Siamo stanchi di dover anche essere derisi dalla Vincenzi per situazioni come il centro storico, dove a detta sua se vediamo un crimine ci giriamo dall'altra parte. Il sindaco deve rappresentare tutta la città quindi se vuole schierarsi in difesa di una parte “giusta” contro una “sbagliata” che lo faccia, ma dimettendosi dal suo incarico». Un'altra questione che ha fatto andare su tutte le furie il Coisp è stata la versione dei fatti del G8 data da alcuni media cittadini. «Il G8 sembra che si sia articolato di tre soli episodi: Carlo Giuliani, la Diaz e Bolzaneto - ha voluto precisare Bianchi - Non ho visto nemmeno una foto dei feriti tra le Forze dell'ordine così come non ho visto niente riguardo le devastazioni che ha subito la città. Eppure i numeri parlano chiaro: 26 milioni di euro di danni, 83 auto distrutte, 41 negozi, 9 uffici postali, 34 banche e così via».