La polizia penitenziaria «arresta» gli esami dei futuri avvocati liguri

Da 5 mesi e mezzo in mille aspettano il responso come una sentenza: vorrebbero sapere se fanno o meno parte di quei 300-350 laureati in legge che dopo un lungo periodo di praticantato e di studio hanno superato l’ambito esame da procuratore legale. Ma quella notizia (bella o brutta che sia) non arriverà tanto presto.
Questa volta il ritardo non è della commissione che ha esaminato i mille elaborati realizzati in tre giorni dai giovani liguri che hanno partecipato all’esame di Stato a dicembre ai Magazzini del Cotone, tre giorni intensi, sudati e - come racconta la giovane dottoressa Chiara Castagneto (una dei mille) - di tensione palpabile. Questa volta il problema è ben spiegato dalla Segreteria esami da avvocato delle Corte di Appello di Genova che ha scritto al ministero della Giustizia e ai consigli degli Ordini degli avvocati del distretto spiegando come la «consegna degli elaborati provenienti dalla Corte di Appello di Brescia e il ritiro degli elaborati esaminati da questa presidenza e destinati alla Corte di Appello di Reggio Calabria non avverrà prima del 20 giugno». Cioè ben venti giorni dopo dalla fine della correzione delle prove scritte da parte delle due Corti di Appello. Questo perché la Polizia penitenziaria che ha il compito di portare gli elaborati da Brescia a Genova ha comunicato di non poterlo fare prima di quella data. Una legge del ministro della Giustizia prevede - nell’ottica della massima trasparenza - che le prove non possano essere corrette dai magistrati della stessa città dove sono state eseguite: si procede a sorteggio e da qui la sede di Brescia per i genovesi e di Genova per i calabresi.
È poi la polizia penitenziaria - da tempo a corto di personale - ad essere stata designata al trasporto fisico del materiale di esame. Ora la situazione rischia di veder slittare di molto le prove orali. «La convocazione della seduta plenaria - si legge nella lettera firmata dall’avvocato Pierfranco Schiaffino, che coordina la segreteria - in cui avvengono gli abbinamenti tra prove e nomi dei candidati non potrà avvenire non prima della fine del mese». Tempi burocratici permettendo le prove orali non potranno avvenire prima del mese di agosto, quando tutti (non solo i candidati, ma anche gli esaminatori) vorrebbero essere in vacanza. Schiaffino non lesina polemiche quando sostiene che le commissioni sono tenute «a disporre la propria convocazione tempestivamente alla fine delle prove scritte per procedere al raggruppamento delle tre buste... Appre assai singolare che tutta l’attività delle sottocommissioni sia soggetta al vincolo della celerità e che, al contrario, l’attività della polizia penitenziaria, ad essa propedeutica, possa essere svolta senza il rispetto di alcun termine».
Insomma, per i futuri avvocati la prossima estate si preannuncia calda, anzi caldissima. E non certo per colpa del solleone.