La polizia in piazza per arrestare questa Finanziaria

Emanuela Fontana

da Roma

Poliziotti che manifestano e poliziotti che li sorvegliano. Questa mattina scendono in piazza quattro corpi di sicurezza contro la finanziaria del governo Prodi, e a «controllarli» ci saranno almeno quattrocento tra poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa. Ma i manifestanti, i sindacati autonomi di polizia (Sap), polizia penitenziaria (Sappe), polizia forestale (Sapaf) e vigili del fuoco (Conapo e Fasst) sperano che anche da loro arrivi un sostegno almeno morale a una manifestazione in cui si attendono grandi numeri. Trecentoquindici pullman e tre treni speciali sono attesi a Roma, mentre gli agenti di Sicilia e Sardegna arriveranno a bordo di traghetti. Gli organizzatori prevedono un’adesione di circa 50mila persone, ma sarà considerato un risultato in ogni caso soddisfacente quello delle 20mila presenze. Oltre ai quattro corpi, ci si aspetta adesioni singole dai carabinieri, mentre i pensionati dell’Arma hanno già confermato la loro partecipazione. Saranno in piazza, per dare un saluto ai manifestanti, Gianfranco Fini alle 10.30 davanti al Viminale, in apertura, e Pier Ferdinando Casini, secondo quanto ha confermato il leader dell'Udc agli organizzatori, per la chiusura in piazza Santi Apostoli. Gli inviti, si precisa dai sindacati, sono stati estesi a tutti i leader di partito, di maggioranza e opposizione.
Tagli di questure, caserme e scuole, oltre che livellamento dello stipendio (il contratto è scaduto da un anno) sono i chiodi su cui batteranno i poliziotti, gli agenti di custodia, i forestali e i pompieri, che sfileranno in borghese per le vie di Roma dal piazzale del Viminale attraverso via Cavour, i Fori Imperiali e piazza Venezia. Lo slogan sarà: «Contro il disarmo culturale e finanziario della polizia di Stato e contro la legge di bilancio 2007». Una manovra che, spiegano i quattro corpi di polizia, «rischia di essere fortemente penalizzante per le forze dell’ordine, prevede aumenti per il personale pari al tasso di inflazione senza riconoscimento della professione (5 euro al mese per il 2006 e 20 lordi per l'anno prossimo) e licenzia 1.317 agenti ausiliari di polizia a partire dal primo gennaio». Sono a rischio di chiusura, spiegano i manifestanti, fra le 12 e le 40 questure, oltre a stazioni dei vigili del fuoco, caserme e scuole allievi. Ma ci saranno altri striscioni, alcuni portati in piazza da numerosi parenti di vittime di criminalità e terrorismo, tra i quali Mariella Dionisi, moglie dell’agente di polizia Fausto Dionisi, ucciso da un commando di Prima linea. Uno dei messaggi sarà quindi: «Fuori i terroristi dal Parlamento», in riferimento alla presenza di ex di Prima linea nelle istituzioni. In piazza anche Gabriella Vitali D’Andrea, vedova del maresciallo dei carabinieri Luigi D’Andrea, vittima della banda della Comasina di Renato Vallanzasca e Lorenzo Conti, figlio del sindaco di Firenze Lando Conti, ammazzato dalle Br.
Per i carabinieri ci sarà il generale a riposo Antonio Pappalardo, presidente dell’Associazione Sicurezza dei cittadini. E proprio dall’Arma dovrebbe arrivare un’idea-provocazione: alcuni militari sfileranno con degli agnelli (vivi) intorno al collo, in via dei Fori Imperiali dove poche settimane fa sono stati bruciati i fantocci dei militari di Nassirya, per simulare la «ricerca delle pecorelle smarrite», ossia i noglobal, ovviamente in chiave polemica. Il corteo sarà sorvegliato dai colleghi, ma i manifestanti organizzeranno in ogni caso un servizio d’ordine interno «per evitare infiltrati».
«Nella storia repubblicana - sottolinea il Segretario Generale del Sap, Filippo Saltamartini - non si era mai vista una legge finanziaria che sopprime le Questure e non si è mai visto certamente il numero di poliziotti che sfileranno tutti insieme domani (oggi, ndr). È una legge di bilancio vendicativa e contro la Polizia, che smonta tutto quello che avevamo costruito in quattro anni».