La polizia sfida i no global

(...) ai poliziotti le tariffe iperscontate previste per i no global. Ma la novità dell’ultima ora è rappresentata dalla ferma presa di posizione di Maccari che spazza via il campo da equivoci e annuncia la presenza dei suoi uomini in piazza Alimonda per un sereno e pacifico confronto democratico con cittadini, istituzioni e categorie economiche in merito ai fatti del G8.
«Questo non solo perchè dal prefetto non è arrivata nessuna comunicazione di divieto - precisa il segretario - ma è la stessa Costituzione a dire che ognuno ha diritto di manifestare liberamente e una manifestazione quindi può essere vietata solo per gravi motivi di ordine pubblico». Ergo: «O ci dicono che siamo dei delinquenti, oppure significa che in Italia non esiste più uno stato di diritto e ormai siamo in balia di poche frange estreme alle quali soltanto viene concesso di scendere in piazza». Ma il responsabile del Coisp punta il dito anche contro la politica dei due pesi e due misure adottata da Trenitalia che nella lettera di risposta ai sindacati di Polizia si è limitata a indicare le tariffe agevolate previste dalla normativa commerciale. Ovvero quelle del 20 per cento per i viaggi in comitive ordinarie (almeno 10 persone)o la tariffa amica per i viaggi individuali. Nulla a che vedere con le tariffe iperscontate che «Trenitalia tiene ben chiuse nel cassetto, pronte a sfoderarle ogni volta che Disobbedienti, no global, ultras allietano con la loro presenza le carrozze ferroviarie di Trenitalia». La verità? «É che ai manifestanti che occupano o minacciano di occupare le stazioni e i binari, Trenitalia applica sconti tali che il prezzo del biglietto diventa nullo, irrisorio o puramente simbolico, mentre se si tratta di manifestanti pacifici e rispettosi della legge, come i nostri, allora propone le tariffe ufficiali». Nel frattempo il segretario generale del Coisp ha preso carta e penna per rispondere alle dichiarazioni di Heidi Giuliani (“Il confronto non può avvenire a piazza Alimonda e non il 20 luglio“) e a quelle degli altri compagni Luigi Malabarba, Russo Spena e Migliore Gennaro per i quali la manifestazione del sindacato «è una provocazione che la dice lunga della cultura democratica che alberga tra le forze di polizia dopo il settenato di Gianni De Gennaro». Davvero troppo per Maccari che ha deciso di presentare un esposto al procuratore della Repubblica per valutare se queste dichiarazioni «abbiano o meno rilevanza penale quale istigazione a delinquere o minaccia a pubblico ufficiale». O se presentano «un profilo di indebita pressione sull’imparzialità a cui sono tenute le autorità di pubblica sicurezza al fine di indurle ad impedire, mediante prevaricazione, lo svolgimento di una manifestazione del tutto pacifica e innocua promossa da un sindacato di polizia, totalmente indipendente come il Coisp». E mentre i poliziotti si apprestano a scendere in piazza Alimonda per un dibattito pacifico sul G8, An insiste nello stigmatizzare la concessione da parte del Comune di un impianto sportivo importante come il Carlini, giudicando inadeguata la fideiussione di soli 25 mila euro per una struttura che proprio dagli stessi no global sei anni fa venne danneggiata per centinaia di migliaia di euro. «Il rischio incidenti è concreto - affermano il senatore Giorgio Bornacin, il capogruppo regionale Gianni Plinio e il consigliere comunale Gianni Bernabò Brea - se lo stesso signor Giuliani afferma di aver dovuto organizzare un servizio d’ordine interno e non esclude che il clima sia cambiato rispetto alle scorse manifestazioni». E a Giuliani che allude alla capacità della gente seria di non raccogliere provocazioni organizzate, i rappresentanti di An rispondono: «Dovrebbe essere così corretto e chiaro da dire di quali provocazioni sia a conoscenza e organizzate da chi». Intanto l’ex direttore della Caritas diocesana, don Piero Tubino auspica «che si faccia un vero atto di testimonianza di quei dolorosi fatti, ma senza desideri di vendetta, senza che vengano sparsi semi di violenza rinnovata».