La polizia vola su elicotteri vecchi di 35 anni

Gli apparecchi in dotazione sono stati costruiti tra il ’72 e il ’97. Tra gli addetti ai lavori i velivoli più datati vengono
chiamati "bare volanti". L’anno scorso il ministro dell’Interno Amato affermò che andrebbero rottamati dopo sei anni: "Voi vi affidereste macchine così obsolete?"

Il 30 agosto 2006 il ministro dell’Interno sentì il bisogno di denunciare lo stato di pericolo in cui versavano gli elicotteri della polizia. In una clamorosa intervista al Messaggero, Giuliano Amato spiegò che un velivolo delle forze dell’ordine andava considerato vecchio, dunque pericoloso, qualora avesse raggiunto i 5-6 anni di vita. «Vi affidereste a un elicottero obsoleto?», denunciò con malcelata ironia. Quel che il responsabile del Viminale omise di specificare riguardava quanto oggi il Giornale è in grado di rivelare: e cioè che l’elicottero «più giovane» attualmente in forza ai Reparti Volo della Ps è entrato in attività nel 1997, mentre quelli «più anziani» che ancora girano sopra le nostre teste hanno festeggiato da poco i 35 anni d’onorato servizio.
Per entrare nel dettaglio di questo scandalo senza fine, con gli elicotteri non a caso definite «bare volanti» per gli incidenti degli ultimi anni, occorre ricordare come i Reparti Volo offrono un servizio essenziale e coprono un po’ tutto il territorio nazionale: Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Pescara, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo e Abbasanta in provincia di Oristano. Tra gli incarichi svolti il controllo del territorio, la vigilanza stradale, il soccorso pubblico (in caso di calamità e non), pattugliamenti su rapine, attentati, inseguimenti o fatti particolarmente cruenti, i trasporti sanitari (organi o plasma), servizi di ordine pubblico (manifestazioni sportivi, politiche, eccetera).
Se un elicottero, per il ministro Amato, è dunque da rottamare dopo sei anni di attività, come ci si dovrebbe comportare con la totalità degli apparecchi tuttora in servizio prodotti tra il 1972 e il 1997? La risposta dovrebbe essere scontata, ma in tempi di tagli sulla sicurezza in Finanziaria, il tanto sospirato rinnovo del parco-macchine è rimandato sine die.
Analizzando la dotazione dei mezzi aerei, reparto per reparto, apparecchio per apparecchio, si scopre come l’età media dei velivoli superi i 20 anni di età, con punte di altri quindici anni in più e un carico di «ore volo» talmente impressionante da reggere a stento la revisione operata dagli specialisti. Gli elicotteri in dotazione alla Ps sono di tre modelli, tutti costruiti dalla ditta Agusta di Cascina Costa (Varese): l’Agusta Bell «206», il «109» e il «212». Al centro di Roma-Pratica di Mare sono presenti dieci elicotteri: di questi, quattro Ab109 e altri quattro ab212 sono usciti di fabbrica tra il 1980 e il 1986. E che dire degli Ab 206 datati 1972 (tre a Bologna, altrettanti a Palermo, due ad Abbasanta) oppure del biennio 1973-’74 (vedi i tre Firenze). O per cambiare di modello, gli A-109 acquistati nel quinquennio 1981-1986 (due esemplari a Venezia, tre a Bari e via discorrendo).
La flotta degli elicotteri della polizia di Stato non si può dunque definire obsoleta o vecchia, bensì preistorica. Antiquata. Non funzionale, pericolosa, insicura. Per azzardare un paragone è come se oggi vedessimo girare in servizio di Volante le vecchie Giulietta dell’Alfa Romeo, quelle con la livrea verde militare. Altra nota dolente è il costo di esercizio. I più recenti elicotteri, hanno particolari costruiti con le più avanzate tecnologie ed hanno bisogno di una ridottissima manutenzione. Gli elicotteri in dotazione alla Polizia invece, sono soggetti ad una manutenzione più frequente (ogni 25 ore di volo) e decisamente più onerosa, anche dal punto di vista dei ricambi che sono diventati introvabili; si perché al’AB 206, cioè l’elicottero in dotazione a tutti i reparti e quindi quello in numero più consistente dell’intera flotta della Polizia, non è più nemmeno in produzione. Come se non bastasse, gli stessi antichissimi velivoli sono soggetti a «revisioni generali» i cui costi sono quasi pari all’acquisto di un elicottero nuovo (quando l’AB 206 era in produzione, una sua revisione poteva costare sino ad 1 miliardo di vecchie lire, contro 1,5 miliardi del nuovo modello). E infine. Le ultime normative dell’Enav stabiliscono regole molto rigide sul sorvolo di elicotteri monomotori nelle città, il che quindi, di fatto, preclude di molto l’attività dei Reparti Volo. Letti tutti questi dati, contati gli anni e i chilometri percorsi per aria, pianti i piloti morti dal 2005 ad oggi, il ministro Amato dovrebbe porsi una domanda: se lui non si sognerebbe mai di volare su elicottero con sei anni di anzianità, perché costringe i poliziotti a lavorare su ben 60 carrette del cielo, alcune delle quali considerate all’avanguardia 35 anni fa?