Poliziano seduce i matti con una favola

Orfeo de’ Pazzi di Agnolo Poliziano, messo in scena da Aurelio Gatti, sarà rappresentato da questa sera e fino al 4 novembre, con inizio alle 21, all’Orangerie di via Alessandro Volta. Con il testo del Poliziano si inaugura, così, un nuovo spazio teatrale ricavato all’interno dell’istituto comprensivo scolastico di Testaccio. Lo spettacolo, che si svolge in una sorta di work in progress, ha preso le mosse cinque anni fa dall’esperienza della compagnia Teatri di Pietra presso l’anfiteatro di Capua.
Gatti traspone la favola dell’autore rinascimentale in una Campania borbonica, secentesca e misteriosa. La vicenda viene ambientata, infatti, in un ospedale per malati di mente, dove la depressione e la malinconia regnano sovrane e per questo viene messa in scena la favola di Orfeo a scopo terapeutico. E il gioco si trasforma in una catarsi, in cui vita e finzione finiscono per confondersi.
Attraverso l’incontro tra danza e canto, tra parola e mimica il dramma lentamente si fa da contingente universale riappropriandosi della sua aura mitica. Carlo Vitale è colui che accompagna il pubblico alla conoscenza di questo luogo infelice, accompagnato dal canto di Elisa Turlà.
I danzatori-attori sono Gioia Guida, Monica Camilloni, Annalisa D’Antonio, Angelo Giannelli, Giuseppe Bersani, Paola Bellisari e Gianna Beduschi. Lo spettacolo è dunque un’intersezione di generi: danza, musica, prosa e assume diverse stratificazioni culturali e spunti di ricerca.
Non a caso alle performance sarà affiancato un incontro con gli spettatori, diviso in due momenti, il 3 novembre dalle 15 alle 19 sempre sempre in via Alessandro Volta. Il primo momento sarà condotto da Mauro Tiberi sul tema «Il canto di Orfeo. La voce umana e l’incantesimo». Esperto sul tema emotivo della voce, Tiberi esplorerà la figura di Orfeo come quella del primo sacerdote-sciamano apparso nella mitologia. L’incontro coinvolgerà il pubblico alla ricerca del segreto che sta alla base del canto e della voce nel mistero della comunicazione.
Seguirà alle 18.30 l’intervento di Ettore Zocaro dal titolo Gli Orfei, semi del teatro excursus sul lungo intreccio nei secoli tra la figura orfica e l’arte scenica.