Poliziotta uccide la figlia con la sua pistola

da Pistoia

La separazione dal marito, la paura di perdere la sua bambina. Per questo Cecilia Chilleri, 51 anni ha ucciso la figlia Chiara, di 9, e poi si è sparata in bocca a Pieve a Nievole, vicino a Montecatini (Pistoia), lunedì sera. Le ha trovate ieri mattina un automobilista che ha parcheggiato accanto alla loro Punto: chiuse nell’auto, la bambina con la testa coperta da una giacca e il capo reclinato, la madre sfigurata da un colpo che le ha trapassato la base del cranio per poi frantumare il lunotto posteriore. Ha lasciato un biglietto: poche parole prive di senso.
In polizia da anni, la Chilleri aveva già sofferto in passato di una depressione che si era fatta sempre più forte dopo la separazione e la richiesta di affido di Chiara da parte del marito. Due colpi di pistola le sono serviti per chiudere il conto con il disagio coniugale e la paura di restare solo. «Era un poliziotto esemplare», dice chi la conosceva. Prima alla Digos negli anni di piombo, poi all’ufficio di gabinetto della questura di Firenze, dal 2003 all’Interregionale. «Era stata lei - dicono - a chiedere il trasferimento. Lì gli orari sono più sicuri. Era gentile, affabile, così riservata che non la notavi mai». Ma era anche un poliziotto «affidabile e molto, molto bravo».
Cecilia era sposata con un collega che oggi lavora alla questura di Prato. Un poliziotto difeso oggi dai colleghi, che hanno costruito attorno a lui un muro impenetrabile.