Il «poliziottesco» che stravolge la città

LA POLIZIA INCRIMINA, LA LEGGE ASSOLVE (Italia, Spagna 1973) di Enzo G. Castellari con Franco Nero, Fernando Rey, James Whitmore - 105"

Il primo film dell'accoppiata Castellari & Nero ha un peso (nefasto): inaugura la serie dei «poliziotteschi» genovesi e pure la malsana attitudine al disgregare la topografia della città: in un inseguimento automobilistico che è confronto di stile e pensiero (si fronteggiano il mitico «Squalo» Citroen ed una Giulietta della Polizia) si entra in una galleria del centro e si esce in… autostrada. In un altro momento, il lestofante di turno entra in un palazzo di Via XX Settembre e si ritrova in un vicolo di Via Gramsci… Il vice commissario Belli / F. Nero abita in Piazza S. Matteo con Mirella (Delia Boccardo) che lo chiama per cognome e la figlia Anita («coniglietto mio»). In questo genere di film i figli «servono» allo scopo di essere uccisi per innescare la santa vendetta del protagonista. Anche Anita durerà poco. Il protagonista si salva da un attentato sotto la Questura (ci rimettono le penne due colleghi, il «libanese» appena arrestato ed una innocente bimba che giocava nei pressi - non bastava la figlia?). È ovviamente inferocito: «dobbiamo farla saltare, questa sporca citt໅ Sta indagando sul traffico di droga tra Genova e Marsiglia, gestito anche da industriali genovesi e sulle due bande rivali che se lo contendono. Fa pressioni sul suo superiore, che ovviamente finisce in orizzontale, al ralenty, in Via Cecchi... In qualche modo lo aiuta l'anziano boss Cafiero (Fernando Rey in gran spolvero) ed anch'esso non finisce il film in piedi. Alla fine prende i pesci piccoli ma non il grande capo. Non è una bella morale. Genova appare con il solito panorama dall'alto e si vede bene negli inseguimenti sopraccitati: Sottoripa, Via del Campo, Via D'Aste, la Sopraelevata, Principe, il porto (con canonica sparatoria), il Ducale, Boccadasse, ma anche di sfuggita Nervi, Santa Margherita, l'ingresso del «Covo». Curioso l'apparire di Rico (Daniel Martin), infido sgherro di Cafiero. Va incontro al baldo poliziotto in visita al boss accogliendolo con un «che piacere illustre commissario…» e si becca un «zitto, faccia di merda». In occasione del commiato… una sberla. Finirà evirato su un molo.
Su un quotidiano: «Genova: facile l'uso della droga». Il commissario Scavino (James Whitmore): «…che gli racconto ai giornalisti?… che hanno riempito Genova di droga? Che ci mettono le bombe proprio sotto al sedere?». Persino il mare (?) non la passa liscia: «e ci dovremmo mandare i nostri figli a fare il bagno qui?». In uno sciopero sotto la Lanterna gli operai scandiscono «fascisti, carogne, tornate nelle fogne», mentre i riccastri genovesi corrotti si godono le sfilate (Soldano) alla Terrazza Martini. Franco Nero mangia nel self service all'angolo di Corso B. Aires, indossa cravatte viola, urla come un ossesso per tutto il film, vera e propria litania di morti ammazzati. Ebbe un grosso successo (quasi 49.000 presenze al «Grattacielo»). Con il senno di oggi avrebbe meritato una causa per danno d'immagine.
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