Poliziotti-pirati all’arrembaggio della coca

Poliziotti come pirati all'arrembaggio di un peschereccio pieno di droga al largo di Las Palmas, nella Gran Canaria. Come in un film, gli agenti della sezione antidroga della squadra mobile di Genova, coordinata dal Servizio centrale antidroga, in collaborazione con le polizie di Spagna, Brasile, Inghilterra e con la Drug enforcement agency americana, hanno sequestrato oltre 2500 chili di stupefacente proveniente da un cartello colombiano che, presumibilmente, finanzia la guerriglia delle Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia (Farc). L'operazione, denominata «Jupiter 2005», che si è svolta la scorsa settimana, è stata possibile grazie alle indagini incrociate delle unità antidroga di Genova, Madrid e Brasilia, ma i dettagli più curiosi sono stati illustrati ieri in questura a Genova.
Per poter sequestrare il carico il gruppo internazionale di poliziotti si è imbarcato sulla «Petrel», una speciale motovedetta d'altura messa a disposizione dalla polizia spagnola, che per una buffa coincidenza porta il nome del dirigente dell'antidroga della questura genovese, Valerio Petrella. E da qui, nonostante il mare forza 7 e il buio che precede l'alba, hanno abbordato il peschereccio.
Le attività di indagine sono iniziate contemporaneamente sui fronti genovese, brasiliano e spagnolo e il coordinamento ha reso possibile agli inquirenti una veloce comprensione della rotta del peschereccio «Brasimex», una carretta del mare sulla quale viaggiavano sette brasiliani armati fino ai denti. Il «Brasimex», secondo quanto appurato dalle polizie, dopo aver lasciato il porto brasiliano di Belem, ha «pescato» in mare i pacchi di stupefacente lanciati da alcuni piccoli aerei da turismo. Poi, una volta a bordo, i pacchi sono stati sistemati nel vano motore e sotto coperta, chiusi in sacchi di iuta, legati uno all'altro e appesantiti con zavorra: se la nave fosse stata abbordata, infatti, la cocaina sarebbe stata fatta inabissare attraverso una paratia stagna per un successivo recupero.
Nessuno, a bordo del «Brasimex», si è accorto del gommone che, nella notte tra il 25 e il 26 luglio, ha lasciato il «Petrel» e si è accostato al peschereccio. Una volta a bordo della carretta, i poliziotti hanno sorpreso i sette brasiliani nel sonno, tanto che questi non hanno avuto tempo di reagire e, soprattutto, non sono riusciti a metter mano alla mitraglietta, alle pistole e ai fucili che avevano in dotazione, corredati da centinaia di proiettili per difendersi da eventuali «attacchi» di polizia e pirati. Nessuna reazione, dunque, da parte dei brasiliani che sono stati arrestati.