Poliziotto spara al superiore e poi ammazza i propri figli

Seconda tragedia della follia in tre giorni. L’uomo, in cura per problemi psichici, dopo la strage si è tolto la vita

da Parigi

Un’altra tragedia della follia, in Francia. La seconda in tre giorni. Mercoledì un padre ha assassinato a Montélimar, nella parte centromeridionale del Paese, i tre ragazzi di cui non voleva lasciare la custodia all'ex moglie. È stato fermato e ha reso piena confessione. Ieri mattina si sono vissuti momenti di panico in una caserma della gendarmeria di Malakoff, sobborgo di Parigi. Un gendarme ha ucciso a colpi di pistola il proprio superiore durante un litigio nella caserma, che si trova nel forte di Vanves, dove entrambi vivevano. Poi è rientrato nel proprio alloggio, ha rivolto l'arma contro i suoi due figli, che ha assassinato uno dopo l'altro, e infine si è suicidato. Ed è polemica: il poliziotto soffriva di turbe psichiche, motivo per cui gli era stata ritirata nel settembre scorso la pistola d'ordinanza. Ma continuava a lavorare anche se con compiti privi di particolari responsabilità. A quel punto era scattato il programma speciale di sostegno psichiatrico. Il gendarme, 43 anni, veniva assistito negli ultimi mesi dai medici specializzati delle forze armate transalpine e ha continuato a risiedere in caserma. È tuttavia riuscito (non si sa come) a procurarsi l'arma con cui ieri ha fatto fuoco sul proprio superiore e con cui ha distrutto la sua stessa famiglia.
Il giudice Philippe Courroye, procuratore della Repubblica a Nanterre, ha confermato che la pistola utilizzata per la strage era stata ottenuta in modo illegale dal gendarme di Malakoff. Il generale Gérard Remy, responsabile della gendarmeria, ha detto che i superiori dell'omicida e della sua prima vittima - un maresciallo anche lui quarantatreenne - erano a conoscenza della tensione nelle relazioni personali tra loro. Ha anche fatto cenno a un «conflitto d'ordine privato», espressione che potrebbe sottintendere una questione di gelosia.
La cosa più impressionante sta nel fatto che - una volta ucciso il suo «nemico» e superiore diretto - l’assassino in uniforme abbia trovato la forza d'andare a cercare i propri figli, due gemelli di undici anni. Un ragazzo e una ragazza, che proprio ieri avrebbero dovuto parlare col padre della festa per il loro dodicesimo compleanno, da organizzare per il mese prossimo. La madre in quel momento era al lavoro. Il sottufficiale, ucciso dal collega era a sua volta sposato e padre di due bambini.
Il presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy e i ministri della Difesa e dell'Interno, Hervé Morin e Michèle Alliot-Marie, si sono recati sul luogo della strage. La magistratura ha cominciato le indagini, ma la gendarmeria dovrebbe aprire a sua volta un'inchiesta per stabilire da dove provenisse la pistola utilizzata dal poliziotto impazzito.