«Polizze Rc auto meno care? Impossibile»

da Milano

È di nuovo scontro tra le compagnie di assicurazione e le associazioni dei consumatori: oggetto del contendere, come al solito, l’Rc auto. Le assicurazioni, infatti, annunciano che il costo delle polizze per gli automobilisti non potrà scendere perché nel 2006, a fronte di un calo degli incidenti, c’è stato un aumento dei costi degli indennizzi. I consumatori replicano che le compagnie hanno avuto non solo una riduzione dei sinistri, ma anche minori spese per due miliardi di euro grazie all’indennizzo diretto. E chiedono l’intervento dell’Isvap.
Ma vediamo le posizioni e le cifre in gioco. Innanzi tutto l’Ania, l’associazione delle compagnie assicurative, afferma che la frequenza degli incidenti è diminuita dell’1,48% lo scorso anno, ma che gli indennizzi sono più costosi. Se gli incidenti ogni cento auto sono scesi dall’8,51 a 8,39, è anche vero, sostiene l’Ania, che il loro costo è cresciuto del 2,2%, passando dai 4.047 euro del 2005 ai 4.136 del 2006 «annullando i benefici derivati dalla riduzione delle frequenza dei sinistri. Anche perché nel 21% degli incidenti auto c’è una persona che riporta danni fisici. In un incidente su cinque c’è qualcuno che si fa male, anche se in modo lieve.
Insomma, sostengono le assicurazioni, non c’è niente da fare, non esistono i margini per una riduzione delle tariffe Rc auto: «Su alcuni profili la concorrenza permette sconti consistenti, tuttavia il fatto che il costo aumenti più di quanto diminuisca la frequenza, rende logico pensare che non ci siano i presupposti tecnici per una diminuzione».
Le associazioni dei consumatori ribattono, e accusano con una certa ironia l’Ania di «leggera sfrontatezza nel perseguire una linea contraria agli interessi dei propri clienti» facendo «ciò che vuole in barba a qualsiasi elemento oggettivo». Le tariffe Rc auto, sostengono i consumatori, «sono cresciute del 135% negli ultimi dieci anni e sono le più elevate in Europa». Meno incidenti e indennizzo diretto comportano tagli di spesa per le compagnie per almeno due miliardi di euro all’anno e «dovrebbero determinare una caduta della polizza assicurativa dal 15 al 20%, con un risparmio da 120 a 160 euro all’anno per assicurato».
Che fare allora? La soluzione, sostengono Adusbef e Federconsumatori, sta nell’intervento «al più presto» dell’Isvap e del ministero del Lavoro. Sperando che nel frattempo ci sia davvero più concorrenza tra le compagnie e che muti la normativa, permettendo agli automobilisti di cambiare con più facilità la loro assicurazione. Soprattutto ora che stanno crescendo le assicurazioni che fanno tutto il lavoro online o per telefono, con notevoli risparmi di costi delle polizze. E che stanno entrando sul mercato nuove compagnie straniere che la concorrenza sembrano intenzionate a farla davvero.