Pollack: Hollywood spietata con chi cerca ruoli insoliti

Il regista ha presentato il documentario «Sketches of Frank Gehry», sulla vita del grande architetto

Salvatore Trapani

da Cannes

Un giorno con Sydney Pollack ieri a Cannes con il film documentario Sketches of Frank Gehry («Schizzi di Frank Gehry») nel Certain Regard al mattino, e con la lezione di cinema la sera. Regista e attore, nel 1982 è stato presidente della giuria del Festival, quando ricevette dal governo l’ambita onorificenza di Commendatore dell’Ordine degli Artisti e Letterati. Amante dell’architettura di Frank O. Gehry, e suo caro amico, Pollack gli ha dedicato un documentario alla carriera, che il regista ha accettato di girare su invito dell’architetto stesso. Perché, dice Gehry «la parola chiave di Pollack è dialogo». E in un lungo colloquio, Schizzi ripercorre la sensibilità artistica dei due geni, che si chiamano reciprocamente in causa. Soprattutto quando si sfidano sul concetto di forma. Per l’architetto, Gehry è forma tutto ciò che ancora si dipana e dà l’idea di come sarà la fine (valga come esempio il Museo Guggenheim di Bilbao); mentre per il regista Pollack la forma è infine nel suo insieme. Per entrambi però nulla è a priori e per affrontare un progetto, architettonico o cinematografico, occorre l’ausilio di ogni canale di comunicazione tra il genio e i suoi assistenti.
Su questo si è basata anche la lezione di cinema di Sydney Pollack. Un regista che ha alle spalle quarant’anni di carriera con un Oscar (La mia Africa) e grandi successi (Come eravamo; I tre giorni del Condor; Tootsie) e che ha fondato sul dialogo la sua professione. Spiega Pollack: «Un esempio è il rapporto con Robert Redford, che ha recitato in un terzo dei miei film. Senza il dialogo non avrei mai potuto lavorare con lui, che non ha un carattere semplice. Poi ci capivamo con uno sguardo». Ma per l’esigenza del confronto Pollack ha anche incontrato difficoltá.
Aggiunge: «Hollywwod è spietata. Ho combattuto per imporre i miei attori quando si trattava di ruoli insoliti per loro. Robert Redford, Barbra Streisand e Faye Dunaway erano ideali perché nel dialogo costruivamo le parti, mentre i produttori dietro al trend stigmatizzavano». Ma Pollack ha guardato alle tendenze, lasciando varchi nella cultura americana. La commedia Tootsie con Dustin Hoffman nel ruolo di travestito è uscito tra Victor Victoria di Blake Edwards, con Julie Andrews in quello di un uomo, e Yentl della Streisand negli stessi panni. La chiave di tutto per Sydney Pollack è discuterne, fino a quando anche i suoi attori più cari sono diventati registi...