Pollini alla Scala: omaggio a Berio

Un programma all’insegna dellle pagine più famose del compositore

Elsa Airoldi

Sottile cantore di Chopin, sobrio e pensoso interprete di Beethoven, autori che al pari di altri (solo quelli che si sente vibrare dentro) legge in modo sempre diverso pur nella cifra rigorosamente sobria e pudica, Maurizio Pollini dedica da sempre grande attenzione al nuovo. Basti pensare all'intenso sodalizio con Luigi Nono. O all'amicizia, e siamo a noi, con Luciano Berio.
In tale ottica è possibile incontrare nelle sale da concerto il pianista con impaginati tradizionali. Ma è ancora più facile leggere sui suoi programmi i nomi accostati di Bach e Boulez, Beethoven e Stockhausen, Mozart e Rihm, Brahms e Schonberg. Nella fede della continuità tra ieri e oggi Pollini è solito firmare progetti.
Maurizio Pollini per Luigi Nono, Maurizio Pollini per Luciano Berio... L'omaggio programmatico a Berio («Uno dei più grandi compositori della seconda metà del Novecento, uomo di grande simpatia e generosità») a tre anni dalla scomparsa è iniziato la scorsa primavera a Santa Cecilia. Per proseguire con il “Progetto Pollini per Vienna” (assieme a Musikverein, Konzerthaus e Theater an der Wien) dove il nome di Berio è accostato a quelli di Stockhausen, Boulez e Nono. Sempre uguale la formula, mix di tradizione e modernità.
«Omaggio a Berio», questa sera alla Scala per il prezioso ciclo Milano Musica del quale costituisce il penultimo appuntamento (l'ultimo, ancora Scala, è Pierre Boulez con il suo Ensemble Intercontemporain domani) è l'ennesimo specchio di questi Progetti Pollini, accolti con diffidenza da noi e grande entusiasmo altrove.
Il programma dedica la prima parte a brani storici e proiettati nel futuro del compositore ligure: Sequenza I per flauto del '58 con Michele Marasco, Sequenza VII per oboe del '69 con Didier Pateau, Sequenza XII per fagotto del '95 con Pascal Gallois (solisti, gli ultimi due, dell'Ensemble Intercontemporain) e Altra voce. Pezzo ricavato dall'ultima composizione di Berio, Cronaca del luogo (Salisburgo 1999) e dedicato al mezzosoprano Monica Bacelli che lo esegue con il flautista Michele Marasco e i musicisti di Tempo Reale. Il centro di ricerca, sviluppo e sperimentazione fondato da Berio nell'87.
Dopo l'omaggio monografico tocca al piano complice di Pollini, artista che cogliamo in una stagione di intensissima attività concertistica (ricordate il quarto di secolo di assenza dal nostro Conservatorio?). Per lui il consueto accostamento tra vecchio e nuovo.
Il Beethoven complesso e monumentale della Sonata Hammerklavier op.106 e i tre Klavierstucke op.11 di Schonberg. Quasi cento anni di stacco ma stesso intento «sperimantale». Insomma l'ennesimo legame psico-tecnico che chiude il cerchio degli affetti e conferisce armonia alla rigorosa puntualizzazione del programma.