«Polo al 53%, siamo maggioranza nel Paese»

Il presidente azzurro: «La Cdl è profondamente unita. C’è solo il calcolo opportunistico di qualcuno». La battuta: «In giro c’è aria da “aridatece er puzzone”»

Anna Maria Greco

da Roma

Lo dice in perfetto dialetto romanesco, Silvio Berlusconi: «Ovunque c’è questa atmosfera da “Aridacete er puzzone”». Si riferisce a lui, naturalmente, citando la frase dei nostalgici del regime fascista, apparsa sui muri di Roma dopo la guerra.
Il Cavaliere è in visita alla Fiera del Levante di Bari, la prima volta come leader dell’opposizione dopo le cinque da premier. Dice che l’inaugurazione stavolta gli è mancata, ma vuole testimoniare che il suo schieramento è sempre attento ai problemi del meridione. E sprizza ottimismo: «L’ultimo sondaggio ci dà al 53 per cento, siamo maggioranza nel Paese». E un segnale positivo per Berlusconi viene proprio dalla Puglia, dove la Cdl avrebbe oltre il 6 per cento in più della sinistra.
È un bagno di folla per il presidente azzurro, che mentre passeggia fra gli stand parla anche del «nuovo grande partito della libertà che dovrebbe nascere spontaneamente dalla base». E già sta nascendo, anche se tra i leader, riconosce, qualche tensione c’è.
Ancora il Cavaliere si riferisce all’umore del popolo del centrodestra: «La gente ci dice “Mandateli a casa, state uniti”». Proprio questo è difficile per la Cdl, restare uniti? Berlusconi risponde di no: «Perché noi abbiamo principi, valori, siamo uniti profondamente. Adesso c’è qualche calcolo opportunistico da parte di qualcuno - puntualizza - ma credo che sapremo superare in fretta questa cosa». Di chi parla: di Pierferdinando Casini, di Marco Follini, di altri? Non fa nomi, il Cavaliere, ma precisa che si riferisce «a qualcuno personalmente».
Anche in un’intervista a Telenorba Berlusconi insiste sulla pressione popolare, dal basso, per un polo alternativo al centrosinistra, che nei suoi progetti deve essere «espressione italiana del partito del popolo europeo». Il processo è già iniziato, ecco perché il leader dell’opposizione vede rosa. «Si sta producendo una unione tra tutti i nostri elettori. So di Circoli delle libertà che nascono spontaneamente, soprattutto a opera di giovani e credo che questo avverrà e sarà un fenomeno grande, cui tutti i partiti dovranno fare riferimento».
Insomma, legami al di là dei differenti partiti della Cdl che obbligheranno i leader, anche recalcitranti, «a confluire in questa grande forza che si manifesterà autonomamente senza che ci sia bisogno da parte degli attuali protagonisti della politica di fare degli sforzi».
Il messaggio è: «Dobbiamo restare coesi perché la sinistra è divisa». È quello che Berlusconi raccomanda anche ai dirigenti pugliesi di Forza Italia, a cominciare dal coordinatore azzurro Raffaele Fitto. Mentre al presidente del Consiglio regionale dell’Unione, Pietro Pepe, raccomanda stringendogli la mano la continuità: «Mi raccomando alle opere pubbliche, non fate passi indietro».
Berlusconi trova anche il modo di dirsi d’accordo con il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che con il leader di An Gianfranco Fini dice che è ora di chiudere gli anni degli scontri di piazza. Però, ricorda il Cavaliere: «Non siamo certamente noi, a fare gli scontri di piazza. È casomai la sinistra che negli anni del mio governo ha prodotto diecimila manifestazioni di piazza all’anno».
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