Il Polo avverte l’Unione: boomerang le norme ad hoc

da Milano

Scoppia la polemica sul conflitto di interessi e dal centrodestra si alzano subito gli scudi contro il disegno di legge della maggioranza. Le reazioni più dure arrivano dal partito di Silvio Berlusconi, considerato il vero obbiettivo del provvedimento. Il coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi definisce «inaccettabile» il ddl mentre il capogruppo azzurro Elio Vito prova a demolire il parallelo avanzato dal premier Prodi con la legislazione americana sul blind trust: «Il richiamo all’America è del tutto pretestuoso e fuori luogo - dice Vito - Quella che la maggioranza di sinistra sta predisponendo è una legge ad personam con il solo intento di estromettere dalla vita politica il presidente Berlusconi».
L’idea di un provvedimento ad personam si fa strada anche negli altri partiti della Cdl, con il presidente dei senatori di An Altero Matteoli di An che sottolinea la coincidenza temporale del ddl con il risiko attorno al caso Telecom. «Non sorprende - spiega Matteoli - che l’incompatibilità per Berlusconi a ricoprire incarichi di governo arrivi dopo che è stato risolto il caso Telecom, con una soluzione che ha escluso il sostegno finanziario del gruppo Fininvest. Ma l’accelerazione impressa alla nuova legge sarà per questa sinistra vendicativa un boomerang».
Anche il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa si schiera contro la norma, ma sceglie un profilo più cauto: «Killeraggio mi sembra una parola eccessiva ma ora basta con le leggi ad personam, perché è un problema serio del nostro Paese». Per l’ex ministro della Lega Roberto Calderoli il testo presentato dall’Unione è anticostituzionale, perché «contrasta apertamente con gli articoli 2, 3 e 51 della Costituzione. La legge sul conflitto di interessi può tutelare davvero il popolo non mettendo fuori concorso Berlusconi ma impedendo che chiunque possa utilizzare una carica elettiva per fini personali». Stessa linea anche per il segretario della Democrazia cristiana Gianfranco Rotondi: «Il conflitto di interessi è un pretesto della sinistra per mettere fuori gioco il capo dell’opposizione».