Il Polo condanna gli scontri, Fassino minimizza

Casini: «Irresponsabile cavalcare fatti violenti: serve tolleranza zero». Il segretario Ds: «Episodi marginali»

Anna Maria Greco

da Roma

Il clima, dopo gli scontri davanti a Montecitorio, non piace a Pier Ferdinando Casini. «Cavalcare fatti violenti è sempre irresponsabile e autolesionista», avverte il presidente della Camera. E se qualcuno non ha capito bene, spiega: «Credo che ciascuna forza politica debba assumersi la responsabilità di condanne ferme, se sono necessarie, perché ambiguità o equidistanza su questi fatti non ci possono essere».
Quella di Casini è una condanna dura inequivocabile dei manifestanti di Roma ma anche di quelli di Bologna, che hanno trasceso dalla libera espressione e contestazione del potere politico che «uno Stato democratico deve garantire». Se non preoccupano gli slogan contro il Parlamento, Casini stesso, Berlusconi, ci vuole «tolleranza zero» se questi slogan lasciano il posto a «manifestazioni violente inaccettabili».
Incalzato dalle domande dei giornalisti, il presidente della Camera non risparmia però le critiche per gli atteggiamenti di alcuni esponenti di An pur ribadendo che non si può tenere sotto assedio Montecitorio. Però, aggiunge, ci vuole intelligenza: «Se c'è una manifestazione non mi ci vado a ficcare in mezzo per il gusto di provocare, perché questo è assolutamente sbagliato».
Il discorso di Casini sui politici che minimizzano i fatti di violenza si capisce meglio dopo averE sentito il commento di Piero Fassino. Mentre il centrosinistra continua a criticare la riforma e le provocazioni dei deputati di An, ma non i manifestanti, il segretario Ds afferma: «È stata una grandissima manifestazione che non può essere offuscata da episodi, tutto sommato, marginali. È stata il culmine di mesi e mesi di iniziative in tutta Italia di studenti e docenti contro la riforma Moratti, che non hanno mai dato luogo a incidenti e quindi non si può fare di ogni erba un fascio». Per Fassino, insomma, si enfatizza e la destra strumentalizza la vicenda. «Sarebbe una buona cosa - dice - che i parlamentari si dedicassero in primo luogo all'attività legislativa ed evitassero, come hanno fatto alcuni parlamentari di An, di farsi coinvolgere in episodi che potevano essere evitati». Intanto la conferenza dei capigruppo della Camera accoglie la proposta del Prc Franco Giordano di invitare il ministro dell'Interno, Beppe Pisanu, a riferire sui disordini. Lo farà forse domani.
La dichiarazione di Fassino fa insorgere Roberto Calderoli. «Considerare marginali le violenze - dice il ministro leghista per le Riforme - significa creare i presupposti per il terrorismo». E la Lega gli esprime solidarietà per essere stato preso di mira dai manifestanti:«È il preludio di ciò che succederà nei prossimi 5 anni se la sinistra andrà al potere»
Chiamata in causa, Daniela Santanchè un po’ si scusa e un po’ attacca per quel dito medio alzato verso la folla, immortalato su tutti i giornali. «Il gesto non è elegante, ma bisognava essere lì in quel momento; mi urlavano parole irripetibili». La parlamentare di An è «dispiaciuta» per la sua reazione, sì, ma le è stata «tirata fuori coi denti» perché lei è «una pasionaria». La difende il capogruppo di An Ignazio La Russa, parlando di «risposta a insulti irripetibili verso una donna». Per lui, provocazioni non ce ne sono state. «Certamente - concorda con Casini - non bisogna soffiare sul fuoco ma nemmeno dare acqua a chi non ne ha bisogno». E il riferimento è alle bottigliette inviate ai manifestanti dal vicepresidente Ds, Fabio Mussi.