Il Polo fa il pieno di voti a Parma. È il terzo mandato consecutivo

Con il 56,6% vince Vignali, delfino dell’ex sindaco Ubaldi

Parma - Vince il centrodestra, ed è la terza volta a Parma. E soprattutto vince lui, Elvio Ubaldi, il sindaco che nel 1998 ruppe il dominio della sinistra e dopo due mandati trionfali ha fatto eleggere il suo delfino, il quarantenne assessore alla viabilità Pietro Vignali. Successo indiscutibile: 56,6 per cento contro Alfredo Peri (43,4) candidato del centrosinistra che riuniva da Mastella a Rifondazione. Scrutinio rapidissimo, ma fin dai primi seggi si era capito come sarebbe finita.

Fosse stata unita fin dal primo turno, la Casa delle libertà non avrebbe avuto bisogno del ballottaggio per confermarsi. Ma alla coppia Ubaldi-Vignali in fondo va meglio così. A Parma non suona bene parlare di centrodestra. «Noi amiamo la politica, non la partitocrazia», ripetono all’unisono il sindaco vecchio e quello nuovo. «Dalla nostra esperienza, il centrodestra dovrebbe capire che sbaglia a chiamarsi così - approfondisce Ubaldi - è una cosa particolarmente stupida collocarsi secondo schemi politici che risalgono alla società dell’Ottocento. Da noi queste polarità non hanno senso, sono banalità, semplificazioni. Parliamo invece di moderati, di area che allo stesso tempo è civica, liberale, sociale, riformista».

La distinzione, sottile, è il cavallo di battaglia di Ubaldi che da sempre evita contrapposizioni ideologiche e bandiere di partito (al punto che i leader del centrodestra non hanno potuto mettere piede nella città ducale) e costringe la gente a esprimersi più su metropolitana e ospedale che su questioni di carattere nazionale. Questa volta, non potendosi ricandidare e avendo perso la battaglia per il terzo mandato, Ubaldi ha trasformato la sua lista «Civiltà parmigiana» nella civica «Per Parma con Ubaldi» in cui sono confluite anche Forza Italia e Udc, assenti dalla scheda. Al primo turno la lista ha toccato il 47 per cento; al ballottaggio è bastato annettersi i voti di An, Lega e dell’ex assessore Maria Teresa Guarnieri, protagonista di una fallimentare corsa solitaria.

Una formula indovinata, che garantisce non soltanto la vittoria elettorale ma soprattutto il coinvolgimento popolare. Ieri pomeriggio Vignali è stato salutato da un bagno di folla, migliaia di persone si erano radunate nel centro di Parma, tra il Portico del Grano sotto il municipio e strada Cavour, la via pedonale dello shopping cittadino dove si trova la sede del comitato elettorale, locali tutti a vetri affacciati sui negozi dove si è brindato con spumante «riserva Vignali». La gente ha atteso con pazienza che il nuovo sindaco parlasse con Ubaldi e si concedesse alle tv locali. Poi i due sono scesi a braccetto lungo lo scalone del municipio prima di tuffarsi tra la folla di piazza Garibaldi, ed è stato uno spettacolo curioso l'esultanza senza bandiere, cartelli o slogan. Tutto molto corretto e moderato, tifo da tribuna e non da curva.

Ma Ubaldi sottolinea con insistenza questo distacco dalla «politica tradizionale», quella sanguigna delle appartenenze, «che non risponde alle attese della gente». Il sindaco uscente parla di «società complessa», di evitare le semplificazioni e gli estremismi. E Vignali gli fa eco: «Parma si conferma un laboratorio politico. Ha vinto la squadra e la voglia di rischiare». Che cosa farà ora Ubaldi? «Tornerò a fare il lavoro di prima», cioè l’insegnante, ma da consigliere comunale prenderà in mano «Civiltà parmigiana» e si farà garante dell’unità della coalizione. Regista dietro le quinte.

Sul fronte opposto, grande nervosismo e poco fair play. Contro i vincitori l’argomento numero uno del centrosinistra è stato un servizio pubblicato sull’ultimo numero dell’Espresso che ha svelato un’indagine della Dia su presunte infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti pubblici. «Si farà la metropolitana? - si è chiesta Albertina Soliani, senatrice della Margherita che cinque anni fa contro Ubaldi non approdò neppure al ballottaggio -. Non lo so. Ma attenti perché la camorra è in giro». La replica di Vignali: «È la terza sconfitta consecutiva, non riescono proprio a capire dove va la città, altro che camorra».