Il Polo: «Il governo ritiri il provvedimento»

da Roma

La Cdl difende il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà dalle critiche del centrosinistra, dopo l’audizione di ieri alla Camera e pretende dal governo un dietrofront.
È il presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, Mario Landolfi di An, a rinnovare la richiesta alla maggioranza di ritirare il disegno di legge Gentiloni, accorparlo con le linee guida della riforma della Rai e presentare un unico provvedimento, «in modo da dare vita a un confonto serio con l’opposizione».
Sulla stessa linea Paolo Romani, vicepresidente del gruppo di Fi alla Camera e componente della commissione Vigilanza Rai: «A questo punto - incalza -, il governo deve fare un passo indietro e ritirare il provvedimento che è illegittimo e iniquo».
Critica le reazioni dell’Unione alla relazione di Catricalà il coordinatore nazionale di Fi Sandro Bondi. «Di questo passo - accusa - non passerà molto tempo prima di ritrovarci nel pieno di un vero e proprio regime antidemocratico». L’azzurro si riferisce anche alle intenzioni del premier Romano Prodi, rivelate dal quotidiano La Repubblica, di azzerare e cambiare i componenti di tutte le autorità di garanzia dopo le dichiarazioni di Catricalà. «Lette unitamente agli attacchi rivolti da numerosi esponenti del governo allo stesso presidente dell’Antitrust - afferma Bondi -, contengono una carica di intimidazione di una gravità senza precedenti».
Accusa la maggioranza di «killeraggio» verso chi la pensa diversamente il vicecoordinatore di Fi Fabrizio Cicchitto. «Il centrosinistra - dice - ha una strana concezione dei presidenti delle Autorità: o sono dei killer che non agiscono a comando oppure vanno attaccati, intimiditi e possibilmente sostituiti. Tutto ciò dà il senso di come il centrosinistra intende usare le istituzioni». L’azzurro ricorda che più volte Catricalà ha fatto affermazioni non condivisibili dal centrodestra, ma «nessuno lo ha attaccato nel modo selvaggio come sta facendo il centrosinistra per la sua affermazione sul tetto del fatturato».
Le parole del presidente dell’Antitrust in Parlamento, «pesano come macigni sul tentativo di legge-vendetta del governo», afferma Maurizio Gasparri, An. Catricalà, sottolinea l’ex ministro alle Comunicazioni, ha parlato di «ombre presenti nel testo del disegno di legge che riguardano soprattutto i criteri di individuazione delle imprese in situazione dominante, con un tentativo di aggredire le competenze delle autorità supreme di garanzia».
Secondo Francesco Giro, componente azzurro della Commissione di Vigilanza Rai, «per garantire il pluralismo ci sono altre vie». Catricalà, fa notare, ha smontato il ddl Gentiloni «considerandolo una proposta anti-mercato, fortemente lesiva delle leggi di mercato e del corretto ed efficiente funzionamento del sistema di mercato».
L’Udc si distingue per una posizione più sfumata. «L’analisi di Catricalà dimostra equilibrio e valutazioni di merito non pregiudiziali», sostiene il responsabile Comunicazione dei centristi Francesco Pionati, che auspica «un clima di dialogo per migliorare in Parlamento» il ddl Gentiloni. Per Rocco Buttiglione, membro Udc della Commissione di vigilanza Rai, «non è possibile mettere in croce Catricalà per aver fatto semplicemente il proprio mestiere, limitandosi a ricordare un principio generale della concorrenza: non si possono mettere tetti alla crescita naturale di un’impresa».