Il Polo lancia le liste autonomiste Pronta l’intesa Lega-Lombardo

Mediazione decisiva di Calderoli. L’Mpa siciliano soddisfatto per le aperture sul fisco al Sud. Intanto Maroni tratta con i sardi

Adalberto Signore

da Roma

I diretti interessati continuano a negare. E a trincerarsi dietro scontati «no comment» o qualche battuta di spirito. In verità, però, sembra proprio che a Roberto Calderoli il colpaccio sia quasi riuscito: un «patto autonomista» tra la Cdl e il Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo, un’intesa che fa comodo non solo al Carroccio, ma pure a tutta la coalizione che, di fatto, sposta dalla sua un discreto pacchetto di voti in vista delle politiche e «blinda» la candidatura di Salvatore Cuffaro alla presidenza della Sicilia per le amministrative di giugno.
Il ministro delle Riforme - che ha passato la giornata tra i suoi uffici di Largo Chigi e qualche appuntamento fuori sede - preferisce però non sbilanciarsi. Prima si porta le mani alla bocca come a dire «no, di questo non parlo», poi tira giù una risata e concede soltanto una battuta: «Incontri con Lombardo? Assolutamente no, io mi occupo solo della trattativa con Mastella...». Al di là dell’ironia, però, la mediazione tra Lega e Mpa sembra essere di fatto conclusa. A sbloccare l’impasse, oltre alla diplomazia messa in campo da Calderoli, sarebbe stato soprattutto il via libera alla fiscalità di vantaggio deciso martedì scorso dalla Commissione per i problemi economici del Parlamento europeo, una norma che, di fatto, riguarda soprattutto il Mezzogiorno. E Lombardo - questo spiegherebbe la discrezione di queste ore - prima di formalizzare l’intesa sarebbe deciso ad attendere che il Consiglio dei ministri recepisca il provvedimento di Strasburgo. Per il momento, dunque, il presidente della provincia di Catania si è limitato a formalizzare l’alleanza con il Trifoglio di Alfredo Iorio, un movimento di destra che alle provinciali di Roma del 2003 raccolse diecimila voti e alle regionali è arrivato fino a 16mila (più del Pri o della Fiamma).
In verità, però, il progetto di Cdl e Carroccio - «benedetto» pure da Umberto Bossi - è ben più ampio. Nell’ultimo federale, infatti, era stato proprio il Senatùr a dire che con la nuova legge elettorale proporzionale «bisogna guardare anche al Centro e al Sud», perché «le battaglie che porta avanti la Lega su Pacs, voto agli immigrati e concorrenza cinese sono sentite anche lì». In Sicilia, infatti, Calderoli non sta trattando solo con l’Mpa ma con tutti i movimenti territoriali che non stanno con l’Unione. E così nelle altre regioni sotto la linea del Po, dove sta cercando alleati sia in chiave elettorale, sia in vista del referendum confermativo della devoluzione, perché è ovvio che questa schiera di movimenti autonomisti (piccoli e meno piccoli), raggiunto l’accordo con la Cdl per le politiche non potranno che mobilitarsi per il «sì». Un progetto che fa il paio con l’operazione di sensibilizzazione del Sud di cui si sta occupando il presidente federale del Carroccio Angelo Alessandri, che dopo essere stato la scorsa settimana in Sicilia e Calabria, ieri e oggi è in giro per Campania, Molise e Puglia per incontrare esponenti di movimenti locali disponibili ad alleanze. «Stiamo aprendo direttivi in tutto il Sud - spiega Alessandri - con la sola eccezione della Sardegna». Della terra dei quattro mori, infatti, si sta occupando Roberto Maroni, a un passo dal chiudere un’intesa con alcuni fuoriusciti del Partito sardo d’azione.
E l’intenzione della Cdl è che tutte le intese raggiunte alla fine si risolvano in una sorta di «Patto autonomista», e cioè un unico simbolo da presentare in più regioni possibili (quelle, ovviamente, dove la Lega non è presente) e le cui teste di lista siano composte da esponenti locali (per restare alla Sicilia, per esempio, candidati dell’Mpa).