Il Polo: "Ormai solo una magìa può tenerli uniti"

Casini: "Se si lascia Kabul, si esce dall’Onu". Cesa: "Il premier si dimetta se l’Aula lo boccia"

Roma - Massimo D’Alema come la maga Circe? La Cdl mette in evidenza le divisioni del centrosinistra sulla missione in Afghanistan e il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, dice che il ministro degli Esteri «si è curato molto i baffi» perché oggi in Senato avrà bisogno delle doti dell’incantatrice omerica per «ammaliare questi terribili della sinistra estrema» che sta al governo ma è contro «la sinistra moderata che anch’essa sta al governo». L’azzurro spera, in coscienza, che D’Alema «non metta d’accordo le due anime» e in ogni caso si chiede: «Come fa a reggersi un governo che non ha una politica estera?».
Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini si augura che il ministro confermi in Parlamento la volontà di rimanere in Afghanistan, perché il ritiro da quel Paese «sarebbe il ritiro dalle Nazioni Unite, visto che mentre sull’Irak c’è stata la critica della sinistra all’unilateralismo americano, sull’Afghanistan siamo lì per volontà in primo luogo delle Nazioni Unite e venire via sarebbe abdicare al ruolo che ci siamo dati nella comunità internazionale».
Se la maggioranza non riuscirà a superare le sue contraddizioni interne e non terrà alla prova dei numeri, avverte il segretario centrista Lorenzo Cesa, Romano Prodi dovrà andarsene. «Sarebbe inevitabile trarre le conclusioni istituzionali di un fatto politico importantissimo. Il premier dovrebbe riconoscere di non avere una maggioranza, andare al Quirinale e dimettersi». Altrimenti, Cesa è convinto che interverrà Napolitano. D’altronde, non dice questo anche D’Alema? Quanto alla dichiarazione di Prodi sulla conferenza di pace per l’Afghanistan, il segretario dell’Udc dice che «è assolutamente necessaria, ma all’interno del centrosinistra, per mettere pace tra le fazioni, quella moderata e la sinistra massimalista, che si combattono senza esclusione di colpi».
Oggi a Palazzo Madama, per il coordinatore della Lega Roberto Calderoli, «i nodi verranno al pettine». Il vicepresidente del Senato è convinto che il governo Prodi sia a un bivio e dal discorso di D’Alema si capirà se «al governo comandano Casarini e Scalzone».
Alla fine l’Unione potrebbe trovare un’intesa, sostiene il presidente dei deputati di An Ignazio La Russa, ma «nel gioco delle parti che vede prima di tutto l’obbligo di questa maggioranza di rimanere in sella».
E la Cdl cosa farà? Con una lettera inviata ai presidenti dei gruppi di Fi, An, Udc e Lega il capogruppo Dc-Nuovo Psi alla Camera Paolo Cirino Pomicino, d’accordo con il segretario nazionale della Dca Gianfranco Rotondi e il vicesegretario Mauro Cutrufo, invita gli alleati della Cdl a non sostenere l’Unione sul rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan.