Il Polo prepara l’autunno caldo: «Tax day» per la spallata a Prodi

nostro inviato a Rimini

La stagione di mobilitazione popolare del centrodestra si arricchisce di nuove proposte di lotta. E sul calendario dell’autunno caldo «anti-Prodi» spuntano nuovi appuntamenti e nuove «festività» politiche di parte. Se a ottobre la Casa delle libertà, o perlomeno alcuni suoi pezzi, scenderanno in piazza a tutela della legalità e in difesa della legge Biagi, il mese successivo potrebbe scattare una grande convocazione popolare sul tema più caldo e sensibile di queste ultime settimane: quello dell’eccessiva pressione fiscale.
L’idea - lanciata al Meeting di Rimini da Gianni Alemanno, il dirigente di An che due giorni fa ha partecipato per conto del suo partito al vertice di Lorenzago – è quella di un «Tax day» da organizzare nel mese di novembre. Una manifestazione unitaria di tutto il centrodestra per chiedere al governo la riduzione della pressione fiscale e portare in piazza un malumore ormai salito ben oltre il livello di guardia. «Per completare l’autunno caldo di opposizione al governo – annuncia l’ex ministro delle Politiche agricole - vogliamo lanciare per novembre un tax day, dopo le manifestazioni di ottobre organizzate dal nostro partito per la sicurezza e la legge Biagi». «A novembre - spiega - vorremmo fare una manifestazione unitaria di tutta la Cdl con le organizzazioni professionali e di categoria. Un modo per dare una forma costruttiva e non illegale alla proposta di sciopero della Lega Nord. Dobbiamo fare in modo che in quel momento ci sia un manifesto alternativo sulle tasse e la possibilità di bloccare l’eccesso e la deriva che questa Finanziaria e la politica del governo Prodi stanno determinando sulle tasse». Una risposta alternativa allo sciopero fiscale che «è impossibile per i lavoratori dipendenti ed è una strada illegale che non può essere percorsa».
La manifestazione di novembre, nelle intenzioni, dovrebbe riunire tutte le forze della coalizione di centrodestra. Alemanno conta sulla naturale partecipazione di Forza Italia che nel 2004 celebrò a Mestre il «No tax day», giornata voluta da Silvio Berlusconi per festeggiare la riduzione delle imposte. Il partito azzurro non avrà problemi a sposare una grande offensiva sul fisco per sconfessare la politica delle tasse del centrosinistra. E nel tradizionale seminario di Gubbio, in programma ai primi di settembre, verranno approfondite le strategie politiche e organizzative in vista della ripresa politica, nel corso della quale si punterà anche ad allargare le ali della coalizione. Il traguardo è sempre lo stesso: andare alle urne, possibilmente entro il 2008.
Stesso discorso vale, ovviamente, per la Lega, la formazione politica che più di ogni altra ha alzato i toni sul tema fiscale. Più complesso il discorso per quanto riguarda i centristi. Ma il dirigente di An conta anche sull’adesione di Pier Ferdinando Casini. Il motivo di questo ottimismo?
L’intervista «di lotta» rilasciata pochi giorni fa dal leader dell’Udc, schieratosi a fianco di Massimo Calearo, il numero uno della Confindustria vicentina sceso in campo a favore della provocazione leghista sullo sciopero fiscale. Il ragionamento è semplice: se il numero uno centrista è coerente, non potrà che aderire a una manifestazione di questo tipo che vuole democraticamente protestare contro l’invadenza dello Stato tassatore. «A Lorenzago avevamo parlato dell’esigenza di trasferire il malumore delle classi produttive e della gente comune in una iniziativa che fosse all’interno del recinto della legalità» spiega ancora Alemanno. «La data di novembre non è casuale perché questa manifestazione potrebbe essere una sorta di antidoto contro la Finanziaria, per avviare una stagione di protesta e proposta. Mi auguro che si formi presto un comitato promotore con personalità di tutti i partiti del centrodestra e delle associazioni di categoria che oggi esprimono apertamente il loro malumore perché si deve agire bene e presto».