Il «polo» di ricerca dove gli studi dei freni aiutano la medicina

nostro inviato a Stezzano (Bergamo)

Chi percorre la Milano-Venezia non può non vederla: è una parete lucida e rossa, che a fine lavori sarà lunga un chilometro: «Kilometro rosso», appunto. Un’idea del vicepresidente della Confindustria, Alberto Bombassei, che portato alla nascita, in quest’area, di un parco scientifico che a regime ospiterà 5-6mila ricercatori. Ieri è stata inaugurata la prima porzione, nella quale ha sede il centro ricerche della Brembo, la società produttrice di freni di cui Bombassei è presidente e maggior azionista. L’occasione è diventata una festa di italianità, durante la quale sia il premier Romano Prodi, sia il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, hanno sottolineato l’eccellenza della media impresa nazionale, il cui futuro è determinato proprio dalla sua capacità d’innovazione.
Il «polo», che porta la firma dell’architetto francese Jean Nouvel, ospiterà i laboratori di gruppi industriali (in costruzione quello di Italcementi), di organizzazioni scientifiche (l’Istituto Mario Negri), di università (Bergamo); la varietà delle presenze sarà unita nell’obiettivo della ricerca. Spazi comuni e comitati «trasversali» avranno lo scopo di travasare esperienze e creare imprevisti sviluppi di pensiero: a prima vista i flussi del sangue studiati dal Mario Negri e i freni della Brembo non hanno nulla in comune. Invece si basano entrambi sulla fluidodinamica, che serve a raffreddare i freni: punti di vista diversi sulla stessa materia possono portare a intuizioni inaspettate. Oltre ai propri laboratori, a «Kilometro rosso» la Brembo ha trasferito la produzione dei freni in materiali a base di ceramica, punta d’eccellenza della sua gamma, montati sulle più prestigiose auto del mondo: a cominciare dalla Ferrari.