Il Polo rifà la legge elettorale E Berlusconi: la sinistra sono io

Il Cavaliere: «L’Unione sta distruggendo il nostro lavoro». Agli azzurri: «I club diventino circoli. Mai avuto una come Michela Brambilla»

da Roma

Il documento sulla Federazione che gli ha portato a Gemonio Tremonti non l'ha neanche voluto leggere. Perché prima di fare qualunque mossa, ripete da giorni Bossi, «è necessario risolvere la questione della riforma elettorale». Così, dopo il primo segnale ufficiale (l'uscita di Bruno e Pastore dal Comitato referendario), da qualche giorno si lavora alacremente a un testo condiviso da poter presentare al ministro Chiti in tempi brevi.
Riforma elettorale. L'ipotesi - sulla quale convergono soprattutto Forza Italia e Lega - è quella di intervenire sull'attuale legge solo con alcuni ritocchi. Il che, da una parte, dovrebbe favorire la governabilità e dall'altra disinnescare la mina del referendum. L'azzurro Brancher e il leghista Calderoli ne discutono da giorni, con il conforto di An e la speranza che alla fine il testo possa avere anche il placet dell'Udc (i contatti telefonici sono già in corso). Le ipotesi di modifica allo studio sono diverse. Intanto un innalzamento della soglia di sbarramento dal 2 al 3% per i partiti che si presentano in coalizione. Poi va registrato il sistema elettorale del Senato, dove è previsto un premio di maggioranza regionale che alla prova dei fatti ha contribuito all'ingovernabilità di Palazzo Madama. E allo studio c'è anche la possibilità di eleggere una parte dei parlamentari (da un 20 a un 40%) senza le liste bloccate. Con due possibili soluzioni: reintrodurre le preferenze solo per una quota di eletti o un parziale ritorno all'uninominale. In questo caso, però, bisognerebbe ridisegnare dei collegi elettorali allargati rispetto a quelli delle politiche del 2001. E una soluzione sarebbe quella di raggruppare due o tre collegi provinciali. Sul testo, spiega uno degli sherpa, «c'è la volontà politica di arrivare a un accordo». E, soprattutto, evitare il referendum. Sul punto trovare una convergenza con la maggioranza potrebbe essere più facile del previsto. Anche perché, spiega l'azzurro Napoli, «sono a tal punto prigionieri della sinistra radicale che farebbero di tutto pur di uscirne, anche mandare a casa Prodi».
Dai Club ai Circoli. I tempi per produrre un testo definitivo sono brevissimi, così Berlusconi continua a lavorare anche sulla Federazione, nella quale - ha confidato durante una cena con i deputati azzurri - «sono convinto entrerà anche Casini». L'ex premier va avanti pure sul progetto dei Circoli della libertà («sono la nuova classe dirigente») presieduti dalla Brambilla («una donna concreta e brillante, non ho mai avuto una così in azienda»). Al punto che ha già buttato giù una lettera che nei prossimi giorni verrà inviata a tutti i presidenti dei Club di Forza Italia. «Faccio appello a voi», scrive il Cavaliere, perché «vi adoperiate per promuovere sul vostro territorio i Circoli della Libertà», che sono «indispensabili» nella prospettiva della Federazione e del partito unico. Il «coordinamento», spiega Berlusconi che confida in una «risposta pronta e generosa», «sarà assicurato» dalla Brambilla, alla cui associazione hanno già aderito i Circoli di Adornato, Costa e Dell'Utri. Non a caso, ieri si registrava una certa agitazione nelle fila di Forza Italia, dove il fatto che l'ex premier consideri i Circoli come l'embrione del futuro partito unico è letto da molti come una sorta di ridimensionamento del partito. Perplessità che non sono svanite neanche dopo la cena. Nella quale il Cavaliere è tornato ad attaccare la maggioranza («non ha neppure vinto le elezioni perché ha imbrogliato») e il governo («pessimo, lo pensa il 73% degli italiani»). L'Italia, ha aggiunto, «tornerà a essere governata da un uomo di sinistra come me», visto che «l'unica politica sociale di sinistra l'abbiamo fatta noi». E infine la tv: «Ho visto ancora una volta “Ballarò”, una trasmissione di parte. Bisogna fare un tipo di trasmissione simile anche a Mediaset per rispondere a questi attacchi». Poi, i regali di Natale (la cena del 22 dicembre era saltata per l'intervento al cuore): alle deputate (soddisfatte) una parure di perle nere, ai deputati (un po' perplessi) due dvd, uno sul suo discorso al Congresso Usa, l'altro sulla manifestazione del 2 dicembre.